Coronavirus, summit di medici in Sicilia: “Non andate al pronto soccorso”

L'assessore Razza incontra i primari per fissare il protocollo negli ospedali dell'Isola: "Nei casi sospetti bisogna chiamare il 118". Preoccupazione tra gli operatori turistici. VIDEO

CATANIA – “Finora in Sicilia non si registrano casi, nemmeno sospetti, riconducibili al Coronavirus. L’assessorato della Salute, tuttavia, ha già predisposto un piano che coinvolge le aziende del sistema sanitario regionale, il 118 e i medici di medicina generale attraverso una procedura dedicata che in caso di necessità verrebbe immediatamente attivata”.
L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, rivolge “un appello agli operatori dell’informazione affinché continuino ad agire con scrupolo e rigore nella gestione delle notizie collegate a questa vicenda: un caso sospetto si può certamente controllare, il panico no”.

ALBERGATORI PREOCCUPATI. Grande preoccupazione anche degli operatori alberghieri italiani per gli effetti che potrebbero arrivare a cascata nel settore turistico a causa dall’epidemia del Coronavirus. “Poco meno di una settimana fa Italia e Cina – sottolinea l’associazione – si erano incontrate a Roma, presso l’auditorium Parco della Musica, con grandi aspettative riposte al 2020 quale anno della cultura e del turismo avviando, per l’occasione, quello che si immaginava sarebbe stato un fitto calendario di iniziative, manifestazioni e attività di promozione volte a stimolare e potenziare lo scambio turistico tra i due Paesi.
Per l’Italia il mercato cinese è tra i più importanti sia in termini di grandezza che per capacità di spesa e la paura legata alla propagazione del virus rischia di generare una serie di ripercussioni economiche su tutto l’indotto”. “Un fenomeno questo che potrebbe colpire l’intera economia e che per gli operatori del settore alberghiero in particolare vede, tra i timori più grandi, la perdita legata ai contratti già stipulati. Il Belpaese – sottolinea ancora Confindustria Alberghi – è tra le mete preferite dai turisti del Dragone e la scelta delle autorità cinesi di sospendere temporaneamente i viaggi verso l’estero potrebbe avere forti ricadute sulla nostra destinazione. Come Confindustria Alberghi abbiamo immediatamente avviato un monitoraggio per verificare l’impatto di questo stop forzoso, ma questo raffreddamento del mercato, chiede che quei provvedimenti di riordino e rilancio del settore che sollecitiamo a gran voce da tempo, possano al più presto vedere la luce, così come iniziative specifiche legate al turismo cinese”.
RIMBORSI AI VIAGGIATORI. “Più che sconsigliare i viaggi “fai da te”, Assoviaggi farebbe bene a dare indicazioni ai propri associati affinché rimborsino integralmente chi ha acquistato viaggi e vacanze in Cina e, a fronte dell’emergenza sanitaria, intende disdire le partenze” afferma il Codacons.
“E’ molto grave che l’organizzazione delle agenzie di viaggio non abbia fatto riferimento a quegli utenti che oggi si ritrovano in mano tour e pacchetti vacanza con destinazione la Cina, per viaggi da effettuare nelle prossime settimane o in estate, e che hanno tutto il diritto di disdire senza alcuna penale i contratti – spiega il Codacons – Agenzie di viaggio e tour operator, al contrario, stanno applicando sanzioni a chi in queste ore ha deciso di rinunciare ai viaggi in Cina, nonostante la grave situazione del paese che configura a tutti gli effetti una causa di forza maggiore”.
Per tale motivo il Codacons chiede ad Assoviaggi e alle altre organizzazioni del settore turistico di dare ordine ai propri associati affinché rimborsino integralmente quanto pagato dagli utenti per vacanze e viaggi in Cina, e sul sito www.codacons.it fornisce assistenza ai cittadini che intendano annullare i contratti di viaggio senza pagare alcunché ad agenzie e tour operator.
PROTOCOLLO UE. Per gestire la situazione legata al contagio da coronavirus, l’Unione europea ha attivato il Meccanismo di protezione civile comunitario a seguito della richiesta di assistenza inviata dalla Francia, e per fornire assistenza consolare ai cittadini Ue che si trovano a Wuhan, in Cina. L’Unione cofinanzierà il costo di trasporto degli aeromobili: il primo partirà dalla Francia domani mattina mentre il secondo decollerà più tardi in settimana.
I cittadini europei ancora presenti nella regione che desiderano essere rimpatriati possono ancora fare richiesta alle autorità competenti, a prescindere dalla loro nazionalità. “Siamo pronti ad assistere i Paesi membri e ad assicurare una risposta europea forte e coordinata all’evolversi della situazione sul coronavirus, fuori e dentro l’Unione”, ha dichiarato la commissaria europea alla salute, Stella Kyriakides.
“Continueremo a monitorare da vicino la situazione insieme al Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), e restiamo in stretto contatto con i nostri Stati membri”, ha aggiunto la commissaria. Quella della Francia è la prima richiesta di assistenza inviata nel quadro del Meccanismo europeo di protezione civile, ma altre potrebbero seguire nei prossimi giorni.
Il Meccanismo europeo di protezione civile rafforza la cooperazione fra i Paesi dell’Unione per migliorare la prevenzione e la loro prontezza nel rispondere alle catastrofi. In questo contesto, la Commissione ha un ruolo di coordinatore. Ad oggi, partecipano al meccanismo tutti gli Stati Ue, a cui si aggiungono anche Islanda, Norvegia, Serbia, Macedonia del nord, Montenegro e Turchia. Dal momento della sua creazione nel 2001, lo strumento ha permesso di rispondere a oltre 300 richieste di assistenza dentro e fuori l’Unione.

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