Catania, polemica per sgombero senzatetto: “Impedivano l’uso della fermata del bus”

L’assessore risponde agli attacchi: “Non potevano stare lì”. Catania Bene Comune: “Cacciati per un’ordinanza non più in vigore”

Catania, polemica per sgombero senzatetto: “Impedivano l’uso della fermata del bus”

CATANIA – “È incredibile e grave che l’assessore leghista di Catania Fabio Cantarella si sia vantato sulle pagine dei giornali di aver sgomberato persone vulnerabili e senza casa dai marciapiede e dalle panchine della città. Ma è ancora più assurdo e grave che lo abbia fatto millantando di intervenire ‘come previsto dall’ordinanza’ antibivacco del sindaco Pogliese”. Catania bene comune attacca ancora una volta l’amministrazione etnea.

“Dopo le proteste di decine di associazioni e migliaia di cittadini infatti – continua l’associazione – l’ordinanza antibivacco emanata dal sindaco nel luglio 2018 e poi rinnovata nel dicembre 2018, ha perso efficacia il 31 marzo 2019. Come può avere fatto l’amministrazione comunale ad applicare un’ordinanza non in vigore? Forse il personale impiegato per l’operazione di allontanamento delle persone senza fissa dimora ha compiuto un abuso? Chiediamo al segretario generale del Comune di Catania, alla magistratura e al prefetto di verificare la legittimità dell’intervento compiuto dall’amministrazione comunale”.

A rispondere, stizzito, è l’assessore comunale alla Sicurezza e all’Ecologia, Cantarella. “Sorprendono queste dichiarazioni lontane anni luce dalla realtà dei fatti. L’amministrazione comunale è intervenuta sollecitata da diversi cittadini, così come avrebbe fatto qualunque altra amministrazione comunale responsabile e animata da buonsenso. In due avevano occupato una fermata dell’autobus da giorni impedendo a studenti, anziani e in generale cittadini di potersi riparare all’interno di essa nell’attesa del mezzo pubblico. Giorni in cui è anche piovuto. Commercianti e residenti ci hanno richiesto di ripristinare le condizioni igienico sanitarie e riconsegnare la fermata dell’autobus alle sue funzioni. Abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere”.

Secondo Cantarella “i tre agenti della municipale, come testimoniato da alcuni cittadini presenti, sono intervenuti con gentilezza e tanta pazienza nonostante la reazione violenta di uno dei due occupanti. Entrambe le persone sono state invitate a rivolgersi ai servizi sociali o altri enti competenti. Ricordo, qualora qualcuno lo avesse dimenticato, che l’art. 20 del codice della strada considera i marciapiede alla stregua della sede stradale e ne configura l’occupazione abusiva. Per quanto concerne la fermata dell’autobus la normativa nazionale la considera infrastruttura del trasporto pubblico e prevede misure e sanzioni per chi l’occupa sottraendola alla sua funzione. Nel caso in questione non abbiamo applicato sanzioni, ma con pazienza e senza usare la forza, abbiamo liberato la fermata restituendola alla fruizione di cittadini e passeggeri. Siamo successivamente intervenuti con altro personale per ripulire da feci e urine anche con un lavaggio del sito, ciò al fine di ripristinare le condizioni igienico sanitarie e tutelare chi ne farà uso. Dispiace constatare che Iannitti tifi per una città senza regole”.

Nel suo comunicato Cbc aveva sottolineato che “Catania è l’unica grande città d’Italia a non avere un dormitorio pubblico comunale per garantire riparo a chi è senza tetto. A Catania tutto il sistema di accoglienza delle persone senza casa è a carico di volontari e volontarie che svolgono servizi che dovrebbero essere garantiti dalle Istituzioni. Anche quelle poche risorse destinate all’emergenza abitativa, negli anni sperperate nell’opaco sistema di accoglienza nelle strutture alberghiere, ora non sono più inserite in bilancio. Serve un dormitorio e un sistema pubblico di accoglienza per le persone e le famiglie che rimangono senza casa. Da anni le associazioni chiedono interventi in tal senso ma nessuna risposta concreta è ancora arrivata. Purtroppo anche il primo passo di affidare alcuni appartamenti confiscati alla mafia ad associazioni che si occupano di accoglienza, non trova efficacia”.


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