Comitato Regioni Ue, Bianco non ce la fa

Il presidente delle Azzorre farà staffetta con il candidato dei popolari alla guida del CeR. Battuto l’ex sindaco di Catania

Comitato Regioni Ue, Bianco non ce la fa

BRUXELLES – Il presidente del governo regionale delle Isole Azzorre, Vasco Cordeiro, è stato eletto dal gruppo del Partito socialista europeo (Pse) come prossimo presidente del Comitato Ue delle Regioni (CdR).

Il politico portoghese ha raccolto 43 voti fra i membri del Pse al CdR, 15 in più di Enzo Bianco, consigliere comunale di Catania e capo della delegazione italiana al Cdr, unico altro candidato alla guida dell’organismo che rappresenta gli enti locali e regionali europei.

Cordeiro, 46 anni, che guida il governo delle Azzorre dal 2012 ed è oggi presidente della Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa (Crpm), siederà sul banco più importante del Comitato per metà del mandato quinquennale che comincerà nel febbraio 2020. Da prassi, la guida del CdR è infatti affidata ai due candidati dei maggiori partiti dell’assemblea, cioè Pse e Partito popolare (Ppe), che si danno il cambio ogni due anni e mezzo. Non è ancora stato deciso a quale dei due gruppi spetterà la presidenza nella prima parte del mandato, raccogliendo il testimone del socialista belga Karl-Heinz Lambertz.

Per l’ex sindaco e attuale consigliere counale Enzo Bianco “è andata meglio di ogni aspettativa. Era evidente che c’era una candidatura autorevole e rispettabilissima”, quella del presidente delle Azzorre Vasco Cordeiro, “ma era la candidatura delle segreterie dei partiti, concordata a livello europeo. La mia candidatura, invece, voleva essere un’affermazione di autonomia”.

“Subito dopo l’elezione, ho fatto il gesto simbolico di andare a stringere la mano e augurare buon lavoro a Cordeiro – continua Bianco – ma il fatto che i voti che ho ricevuto siano stati molti più della delegazione italiana o del semplice bacino del Mediterraneo, mi dà la forza per continuare questa battaglia”.

“Il CdR deve evitare di essere un organismo che dirama pareri, un ‘parerificio’ – insiste l’ex ministro dell’Interno – se non si capisce questo, cioè che c’è bisogno di più concretezza e meno burocrazia, non supereremo il momento delicato che stiamo vivendo – conclude – ma ce la possiamo fare”.


Correlati