“Esiste solo il Catania”

Lucarelli si presenta (f. Galtieri): "Ho chiesto ai ragazzi disponibilità totale, chi non ci sta non può fare parte del gruppo. Si mettano da parte incomprensioni, serve unità". Lo Monaco: "Le critiche? Sciacalli. In tre anni abbiamo portato il disavanzo da -15 milioni a -4: sono miracoli"


LUCARELLI. “Il cordone ombelicale con Catania non si è mai staccato. Ho sofferto da lontano seguendo la squadra. La voglia di riprovare a prendere quel che meritavamo già due anni fa è tanta. Sappiamo benissimo che è una situazione difficile, ma è anche difficile dire no al Catania. Quando Lo Monaco mi ha chiamato domenica pomeriggio non abbiamo parlato di soldi: il desiderio di tornare a lavorare insieme era reciproco. Non ho la bacchetta magica, ognuno deve dare il suo contributo. Al mio arrivo all’aeroporto ho trovato tanti tifosi, uno di loro mi ha ricordato uno striscione che recitava così: “Il Catania non si discute, si ama”. Oggi abbiamo bisogno di questo. Una simbiosi totale tra le componenti è necessaria per venire fuori da questa situazione. Chiedo a tutti di mettere da parte ogni incomprensione nell’interesse di questi colori”.
“Ho visto i ragazzi vogliosi di ripartire. Li ho incontrati stamane e ho parlato dopo il direttore Lo Monaco. Ho chiesto loro totale disponibilità. Se qualcuno ha già staccato la spina lo dica e si chiami fuori. Dobbiamo ricreare le condizioni per tornare in alto. Non si può fare in cinque minuti, ma da oggi deve esistere solo il Catania. Chi non rispetta questo principio non può fare parte del gruppo. Prima dei moduli, in questi casi bisogna agire sulla testa. L’organico a disposizione permette l’utilizzo di qualsiasi sistema di gioco. Le prime scelte le dovrò fare in base all’infermeria e concentrandomi sugli aspetti da sistemare, come i troppi gol subiti. Tecnicamente abbiamo qualcosa più degli altri, se vogliamo emergere dobbiamo però macinare chilometri come fanno gli altri perché se vai a marce ridotte il divario tecnico non si nota”.
“Il mercato di gennaio? E’ l’ultima cosa alla quale ho pensato, manca tanto. Dobbiamo incamerare il maggior numero possibile di punti sino a dicembre. Cerchiamo di recuperare gli infortunati e di valorizzare i giocatori in organico, poi vedremo. Ricominciamo dal 4-3-3? Questo lo dite voi. Si riparte dagli elementi a disposizione, possiamo interpretare varie soluzioni e cambiare in corsa se serve. Di Piazza e Curiale possono giocare insieme, ritengo siano compatibili: uno degli obiettivi è riportare Davis al meglio, per me lui è una garanzia in questa categoria. Lodi? Può giocare da mezzala o davanti alla difesa. Barisic? E’ potenzialmente un giocatore importante, certi momenti di difficoltà sono comprensibili vista la sua struttura”.
LO MONACO. “La partita con la Vibonese è stata troppo brutta per essere vera, urgeva una scossa. Abbiamo voluto darla con chi qui ha fatto benissimo, ci sembrava la soluzione migliore per riprendere il cammino bruscamente interrotto due anni fa. Il mio stato d’animo? Al di là di qualsiasi chiacchiera, resta la storia, che nessuno può cancellare. Quando sono tornato qui, la situazione era simile a quella di molti club poi falliti. Il Catania non è fallito e ha sistemato l’assetto societario: può non interessare, eppure è alla base di tutto. In tre anni abbiamo portato il disavanzo di bilancio da -15 milioni a -4: questi sono miracoli. Nel contempo abbiamo avviato un progetto tecnico secondo le nostre possibilità sfiorando anche la promozione. Sentire certi sciacalli parlare di fallimento fa pensare a incompetenza totale”.
“Nessuno può garantire la promozione, ciò che si può fare è allestire formazioni competitive e lo abbiamo fatto. Eppure sembra che qualcuno non abbia a cuore altro che il fallimento del Catania. Ricordiamoci che la squadra esiste nella misura in cui esiste la società. Non sono qui per interesse personale, checché ne dica qualcuno. La cosa più semplice da fare sarebbe consegnare la gestione della società nelle mani di chi fa il giudice. Vorrei capire qual è l’obiettivo di certe contestazioni. Quest’anno siamo partiti male, è vero, anche se potremmo avere numerose scusanti. Mancano ancora tante partite, ma quello che vedo è l’attesa spasmodica che le cose vadano male per poter criticare. Si è creato un certo clima per un senso di sfida che non ha ragione di esistere”.
“Il ds? Argurio è andato via perché ha avuto una proposta importante. Stiamo valutando un paio di profili per inserire un altro tassello importante. Il mercato? Solo il Bari ha fatto più. Le altre, se prendiamo in esame i singoli, non hanno un organico superiore al nostro”.
 

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