Ma a Catania c’è qualcuno in regola?

Ristoranti, b&b, lidi balneari, chioschi: i controlli della polizia in estate si sono conclusi con una multa nell’85% dei casi. Il record di una sala giochi

Ma a Catania c’è qualcuno in regola?

CATANIA – Una valanga di multe, sequestri e denunce. È stata un’estate d’intensa attività, quella degli agenti della squadra amministrativa della polizia di Catania. Dall’inizio del mese di giugno, infatti, sono stati ben 28 gli esercizi pubblici controllati: 3 ristoranti, 2 b&b, 8 bar, 2 sale giochi, 4 pub, un’armeria, 5 lidi balneari, un chiosco ambulante, un’agenzia di scommesse e un evento pubblico che ha visto l’affluenza di un elevato numero di persone.

Il 32% dei controlli ha determinato una denuncia penale nei confronti degli esercenti; nell’85% dei casi è scattata almeno una sanzione amministrativa e il 14% degli accertamenti ha condotto a un sequestro.

Il record delle multe spetta a una sala giochi del centro, dove i poliziotti ne hanno impartite per ben 46.360 euro, arrivando anche a sequestrare 20 apparecchi elettronici da gioco; il totale generale delle sanzioni amministrative ammonta alla ragguardevole somma di 145.756 euro, ai quali vanno aggiunti i 5.397 euro di sanzioni per violazioni al codice della strada, per un totale di 151.153 euro; le persone denunciate sono 9 e i sequestri penali 3.

Per quanto riguarda i lidi balneari, le violazioni maggiormente contestate attengono alle prescrizioni della licenza, all’organizzazione di intrattenimenti da balli senza licenza e alla mancanza di un bagnino; per i bar e i pub gli illeciti riguardano, per lo più, l’occupazione abusiva del suolo pubblico, la mancanza di certificati e, in rari casi, l’assenza del listino prezzi.

Più consistenti i rilievi di natura penale mossi nei confronti dei responsabili di un evento pubblico di grande attrazione: gli agenti, infatti, hanno rilevato irregolarità nella predisposizione delle uscite di sicurezza e, per quanto attiene all’aspetto amministrativo, l’irregolare presenza di un “buttafuori” privo di iscrizione all’elenco prefettizio.

Ristoranti trasformati in improvvisate discoteche, senza autorizzazione e, cosa ben più grave, senza alcuna certificazione della solidità dei luoghi destinati al ballo, seguono nella “classifica” che si conclude con un b&b privo di alcuna licenza e che, quindi, non comunicava i nominativi delle persone alloggiate, un affittacamere che aveva ampliato la struttura che era stata già autorizzata, un’agenzia di scommesse che ha violato le prescrizioni della licenza e un chiosco ambulante che, per la gravità dei rilievi amministrativi riscontrati, è stato interamente sequestrato.

Discorso a parte merita un’armeria dell’hinterland catanese presso la quale i poliziotti hanno riscontrato irregolarità nella tenuta del registro delle operazioni giornaliere (un documento vitale per questo tipo di attività, al quale la legge attribuisce un’importanza tale da renderne obbligatoria la conservazione di 50 anni, anche dopo la cessazione): il reato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 206 a euro 2.065.


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