“Toninelli è una calamità nazionale”

Il governatore Musumeci attacca il ministro: "Continua a prendere tempo e a non dare risposte. Conte mi ha dato la sua parola sulla Ct-Rg". La replica: "Pensi al fallimento del suo Cas"

ROMA – E’ ancora scontro tra il presidente della Regione Nello Musumeci e il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Il duello si accende al termine della riunione del Cipe, quando il governatore riserva parole dure al ministro: “Sulla superstrada Ragusa-Catania, attesa da 32 anni, Toninelli prende tempo e non riesce a dare alcuna risposta. Viene in Sicilia solo per fare bassa cucina politica, continua a provocare e a insultare il governo regionale, non s’è ancora rassegnato alla sconfitta in Regione. Nessuno gli ha spiegato che la competenza sulle strade ce l’ha lui. Strade che sono in uno stato di assoluto abbandono.  Il ministro Toninelli è una calamità nazionale, possiamo dirlo?”.
Subito arriva l’affondo del ministro delle Infrastrutture e trasporti su Twitter: “Noi proprio oggi facciamo lievitare risorse per opere ferroviarie in Sicilia, lui tenta solo di far lievitare costi per i dirigenti in Regione, stoppato per fortuna dal M5s. Musumeci pensi al fallimento del suo Consorzio autostrade siciliane e non blocchi il nostro impegno per l’Isola”.
Musumeci intanto ha ricevuto rassicurazioni dal premier Conte sulla superstrada Catania-Ragusa: “Conte mi ha dato la sua parola che al prossimo Cipe porterà all’ordine del giorno il tema della superstrada Catania-Ragusa: dovremo stabilire assieme le risorse per procedere. Siamo stanchi ma confidiamo nell’impegno assunto dal premier. Tria ha concordato con me sul fatto che le risorse ci sono”.
E ancora: “Nel mese entrante, secondo gli accordi, ci dovrebbe essere l’inaugurazione del viadotto Imera, quello crollato nell’aprile 2015. Ma non c’è alcuna previsione, segno che quell’opera rimane ancora lettera morta”. “Non si capisce – aggiunge – perché nel caso del ponte di Genova si agisca nell’arco di pochi mesi, mentre in Sicilia possono passare anche 5 anni… Non capiamo il perché”.

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