Pd Sicilia, Faraone non è più il segretario: “Questa decisione è una follia”

Accolto il ricorso della mozione Zingaretti e annullata la nomina: arriverà un commissario. Il renziano: “Sospendo la mia iscrizione”

Pd Sicilia, Faraone non è più il segretario: “Questa decisione è una follia”

PALERMO – Il renziano Davide Faraone non è più segretario del Pd in Sicilia. Dopo sette mesi dalla sua elezione, avvenuta in un clima rovente e con l’area Zingaretti sull’Aventino, la commissione nazionale di garanzia ha annullato la nomina del senatore, accogliendo il ricorso che avevano presentato i rappresentanti della mozione Zingaretti nell’Isola. E scatenando le proteste dell’ala renziana.

“In punta di diritto è una follia – scrive Faraone su Facebook -. Il nuovo Pd non ha voglia di sfiduciare Salvini, avendo come priorità quella di sfiduciare Davide Faraone. Annullare il congresso significa annullare la democrazia. Farlo violando le regole è incredibile. Sospendo la mia iscrizione a questo partito. Rimango iscritto al gruppo parlamentare del Pd, continuerò la battaglia per la mia gente e contro questo governo”.

Faraone era stato nominato segretario dalla commissione regionale per il congresso, lo scorso 13 dicembre, dopo l’annullamento delle primarie (erano previste il 16 dicembre) perché rimasto l’unico candidato in corsa, dopo il ritiro di Teresa Piccione (area Zingaretti), che aveva accusato la commissione nazionale di garanzia di avere stravolto le regole del partito, stabilendo il rinvio dei congressi provinciali e di circolo a dopo le primarie.

Il 23 dicembre, i 180 componenti dell’Assemblea regionale del partito, dove non c’erano esponenti dell’area Zingaretti, avevano ratificato la proclamazione. Ora il colpo di scena. In arrivo un commissario che guiderà il partito in attesa della nuova campagna di tesseramento e dei nuovi congressi.

“La commissione di garanzia aveva già giudicato ricorsi sul congresso regionale – continua Faraone -; con questa decisione il nuovo Pd cancella il principio giuridico del ‘Ne bis in idem’ e per la prima volta le correnti si prendono anche le istituzioni di garanzia. Hanno perso politicamente, la buttano sui ricorsi: avranno tutte le carte bollate che meritano”.

Per il vicesegretario regionale, Antonio Rubino, quella della commissione è una “scelta scellerata”, mentre canta vittoria il coordinamento regionale della mozione Zingaretti: “Adesso si apre una nuova fase per la costruzione del nuovo Pd anche in Sicilia, una fase di confronto plurale che permetta a iscritti ed elettori di partecipare alla Costituente delle idee lanciata da Nicola Zingaretti per ritrovare la forza di una proposta alternativa in grado di cambiare la Sicilia e il Paese”.

Intanto il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci, invoca l’intervento del segretario Zingaretti “a difesa delle regole. La decisione di annullare l’elezione di Faraone è di una gravità senza precedenti. Il diktat della commissione di garanzia è dettato da sole ragioni di corrente”, afferma.


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