Regalo Reggina: il Catania ringrazia

di Alberto Cigalini. Un erroraccio del portiere Confente permette a Marotta di siglare il gol-vittoria a 2' dallo scadere (foto Galtieri). Gara in calando degli etnei, che stentano troppo contro un avversario modesto

a.cig.) Se una vittoria è tanto più bella quanto più è sofferta, questa è bellissima. Ma stavolta c’è poco da argomentare. L’uno a zero contro la Reggina bello non lo è affatto. Può essere prezioso. Oltre però non ci si può avventurare. E questa è una certezza come lo è il fatto che il Catania deve ritrovarsi e crescere ancora tanto se vuole davvero ambire al primato.
Siccome però il calcio è strano, succede che a due minuti dalla fine, quando le speranze si stanno spegnendo e la spinta rossazzurra si è progressivamente e inesorabilmente inaridita, il portiere ospite Confente, sin lì più che dignitoso, dimentichi i fondamentali del proprio ruolo mancando clamorosamente la presa alta su un corner di Llama e consegnando a Marotta, a sua volta sino a quel punto ben distante dalla sua versione migliore, il più comodo dei palloni da spingere in porta.
E dire – a proposito di stranezze  – che si trattava solo del primo corner della ripresa, battuto al minuto 88, dopo un primo tempo nel quale i padroni di casa ne avevano calciati, senza esito, ben otto (a zero). Sintomo, questo, di una prestazione in calando da parte della squadra di Sottil, che sceglie una formazione senza sorprese confermando modulo e uomini proposti a Castellammare di Stabia con un 4-2-3-1 al quale Cevoli contrappone un teorico 4-3-3 che in realtà è un 4-1-4-1 con Petermann basso davanti alla difesa sulle tracce di Lodi e gli esterni offensivi Tulissi e Sandomenico in costante ripiegamento a centrocampo.
Una Reggina da corsa che però pecca palesemente di qualità e la cui principale, se non unica, preoccupazione resta limitare gli etnei. Che nei primi 45′ provano a fare la partita, ma difettano di precisione in alcuni momenti chiave, in particolare in apertura e chiusura di frazione: Barisic sbaglia la scelta tecnica quando prova a concludere d’esterno da ottima posizione in avvio di gara, Marotta manda a lato da pochi passi un cross di Vassallo da sinistra nei minuti di recupero.
Ottime opportunità alle quali i rossazzurri aggiungono, oltre alla sequenza di corner, un gol annullato a Biagianti per un presunto fallo di Vassallo su Confente e un doppio intervento dello stesso Confente su Scaglia, che prima scarica un gran sinistro al volo su corner di Lodi e sulla respinta del portiere avversario ci riprova di testa venendo stoppato nuovamente dall’estremo difensore ospite.
Il Catania ha un paio di elementi offensivi in ombra, vedi Barisic e Marotta, ma cerca di mantenere l’iniziativa: Lodi si alza e si abbassa per uscire dalla marcatura avversaria, Vassallo sulla sinistra offre alcuni spunti interessanti. Non basta, però, contro una Reggina che sino all’intervallo non riparte una sola volta.
Che lo 0-0 non possa andar bene è pacifico per chiunque in casa catanese (eloquente lo striscione in curva nord: “Non c’è più tempo né scuse, pretendiamo la B, sia chiaro per tutti”). Ti aspetti una ripresa arrembante e invece va in tutt’altro modo. Per quasi mezz’ora non succede letteralmente nulla. Sottil inserisce Llama e Curiale per Vassallo e Biagianti, abbassa Lodi e passa a un 4-4-2 in chiave offensiva che in fase di possesso tende a diventare un 4-2-4, ma cambia poco.
Il Catania gioca sotto ritmo e alla Reggina basta difendersi ordinatamente e affidarsi a qualche fuorigioco ben fatto per correre zero rischi. Un colpo di testa di Marotta mal piazzato su cross di Vassallo e un tiro largo di Barisic, poi rilevato da Manneh, rappresentano l’esigua produzione in avanti dei padroni di casa.
La Reggina, vista la situazione, prende coraggio e prova persino ad affacciarsi dalle parti di Pisseri, complici gli spazi lasciati da un avversario allungatosi per andare alla ricerca del vantaggio, ma gli amaranto riescono a mettere insieme solo un tiro alto di Emmausso.
L’incontro sembra incanalato verso un frustrante 0-0 sino a quando il regalo di Confente consente all’appannato Marotta di raddrizzare la sua serata e quella del Catania.
E’ il gol che vale il ritorno alla vittoria e apre la volata di fine anno, per la quale Sottil aveva chiesto ai suoi di puntare al massimo, ossia 24 punti su 24 disponibili. Tre sono arrivati faticando oltre il lecito contro un avversario modesto. Per gli altri ventuno bisognerà fare molto meglio.
CATANIA-REGGINA 1-0
Catania (4-2-3-1): Pisseri 6, Ciancio 6, Aya 6, Silvestri 6, Scaglia 6.5 (33′ st Baraye sv), Rizzo 6.5, Biagianti 6 (17′ st Curiale 5.5), Barisic 5 (30′ st Manneh 6), Lodi 6, Vassallo 6.5 (17′ st Llama 6), Marotta 6. In panchina: Pulidori, Bonaccorsi, Lovric, Esposito, Bucolo, Angiulli, A. Rizzo, Brodic. Allenatore: Sottil 6.
Reggina (4-3-3): Confente 5, Kirwan 6, Conson 6.5, Solini 6, Mastrippolito 5.5 (1′ st Zivkov 5.5), Marino 6 (40′ st Navas sv), Petermann 6 (18′ st Franchini 6), Zibert 6, Sandomenico 5.5 (31′ st Redolfi sv), Tassi 5 (18′ st Emmausso 6), Tulissi 5.5. In panchina: Licastro, Vidovsek, Ciavattini, Pogliano, Bonetto, Viola, Ungaro. Allenatore: Cevoli 5.5
Arbitro: Camplone di Pescara 5.5
Rete: 42′ st Marotta.
Note: spettatori 9.232 (paganti 2.324, abbonati 6.908), incasso 23.783,40 euro. Ammoniti: Petermann, Silvestri, Conson, Emmausso. Angoli: 10-0. Recupero: 3′ e 4′.

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