Acireale, infermieri presidiano l’ospedale

FOTO: "Intollerabile la chiusura della rianimazione per 5 mesi". L'Asp: "Interventi complessi, lunedì prossimo la consegna"

ACIREALE – “Oggi gli infermieri del NurSind ci hanno messo la faccia per denunciare pubblicamente lo stato in cui versa l’ospedale di Acireale. La goccia che fa traboccare il vaso è la chiusura da 5 mesi del reparto di rianimazione in un nosocomio, che tra le altre cose, si occupa di emergenza con la postazione 118”. Aveva promesso una mobilitazione e stamattina il sindacato delle professioni infermieristiche ha manifestato davanti ai cancelli della struttura per protestare.
“Fu proprio il NurSind che nei primi giorni dell’estate scorsa denunciò ai Nas dei carabinieri le gravi carenze strutturali, igieniche e del personale. A tale denuncia seguì, per disposizione dell’Asp 3 di Catania, la chiusura del reparto per lavori di ristrutturazione. Il cantiere avrebbe dovuto protrarsi ‘solo’ 60 giorni ma dopo 5 mesi ancora la rianimazione resta chiusa”.
“I lavori sono andati abbastanza a rilento, a tutt’oggi manca tutta la parte della strumentazione – racconta Antonio Messina, infermiere in servizio al reparto di rianimazione di Acireale -, nel frattempo le emergenze si fronteggiano con due posti tecnici collocati dentro il gruppo operatorio ma servono solo per la stabilizzazione. I pazienti poi vengono trasferiti in altri ospedali, presso le altre rianimazioni disponibili su tutto il territorio regionale».
«La gente muore proprio per disservizi del genere – aggiunge Vincenzo Neri, dirigente provinciale del NurSind Catania – in uno stato di emergenza si cerca, dove disponibile, un posto in rianimazione. Si perde tempo”. Al presidio ha preso parte anche una delegazione del Comitato cittadino per la riapertura dell’ospedale di Giarre. “La struttura di Acireale è assolutamente inadeguata, a maggior ragione con la mancanza della rianimazione, per un bacino di utenza di oltre 200.000 abitanti. Ricordiamo infatti che i due presidi ospedalieri sono stati riuniti con un conseguente sovraccarico di questa unità. Un fatto trattato con assoluta incoscienza dalla politica siciliana”, ha affermato Angelo La Rosa, portavoce del comitato giarrese.
“Siamo contenti di tanta attenzione – ribatte il direttore generale dell’Asp di Catania Giuseppe Giammanco -, che rischia però di scivolare nella polemica se non si coglie la complessità degli interventi realizzati. Stiamo lavorando per mettere a norma una struttura, aggiornare il parco tecnologico, adeguare impianti (luce, gas medicali, sanificazione ambientale…) e attrezzature secondo quanto previsto per un Dea, qual è l’Ospedale di Acireale, e fare funzionare il servizio a pieno regime. L’intervento  concorrerà, peraltro, a mettere a regime i posti letto della rianimazione, passando da 5 a 8. I lavori saranno consegnati dalla ditta entro il prossimo 18 dicembre”.
Giammanco sottolinea che “non è stata riparata una porta o un infisso, ma è stato concretizzato un complesso ed articolato intervento di ristrutturazione e messa a norma del reparto, migliorandolo nella sua efficacia ed efficienza per pazienti e lavoratori”.

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