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venerdì, 20 ottobre 2017

Pubblicato: 18/03/2017

Impossibile: a Catania una gran mostra

Emanuele Grosso / 
I quadri paradossali di Escher al Cortile Platamone fino a settembre. E stavolta le opere più importanti ci sono tutte

Nel viaggio attraverso il famoso pittore Angelo Caduto, che invece era il titolo del quadro, le opere da guardare a distanza di 10 centimetri perché indietreggiando di un passo si sbatteva contro una colonna, le luci che si schiantavano in picchiata sul dipinto imponendo visuali acrobatiche, ma soprattutto gli strombazzamenti tipo "Picasso a Catania" con tre tele secondarie accompagnate da 257 schizzi, in città è arrivata la prima grande mostra dai tempi di Abramo.



Non gli scarti di Escher, non un suo repertorio striminzito, non le lettere che spediva al salumiere per chiedere di fargli credito, ma la collezione di Federico Giudiceandrea, il più imponente accumulatore seriale delle opere del genio olandese. La stessa che ha esibito a Bologna e a Milano, con le scale impossibili sgraffignate perfino dai Simpson (il video è alla fine del percorso), le orge geometriche di animali inesistenti, le cattedrali matematiche in bianco e nero.





Al Cortile Platamone di Catania il Comune e Arthemisia hanno portato proprio il pacchetto completo, esposto da domani fino al 17 settembre. Da non crederci: pure la stanza degli specchi, i pannelli interattivi e Metamorfosi 2, il quadro più importante e più lungo (oltre tre metri), perché anche nell'arte è sempre una questione di centimetri.

L'apoteosi è che Escher (uno che "più lo guardo e più scopro cose nuove", osa dire Giudiceandrea alla presentazione) a Catania c'è stato, nel 1936. E ha immortalato l'eruzione dell'Etna in una delle tredici incisioni siciliane quasi tutte spadellate al Palazzo della Cultura.



Giusto uno sbaffo di luce in più nelle stanze per assecondare un autore che vive di dettagli estremi, dei bagni che non somiglino a quelli del treno notte Siracusa-Milano, un sindaco che non lasci i suoi invitati ad aspettarlo per mezz'ora perché lui deve visitare la mostra in anteprima sull'anteprima, e non avremo più nulla da invidiare a nessuno.






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