In Sicilia 234 carabinieri in più

Rafforzeranno le caserme di tutta l’Isola. In arrivo anche 180 nuovi poliziotti 

In Sicilia 234 carabinieri in più

PALERMO – Nei prossimi giorni arriveranno in Sicilia 234 giovani carabinieri, che andranno a rafforzare gli organici delle stazioni dell’Arma nell’isola. Il robusto contingente consentirà di incrementare il numero di servizi preventivi/repressivi, secondo le esigenze operative individuate dal generale Giovanni Cataldo, al comando dallo scorso 4 settembre.

Nello specifico è prevista l’assegnazione dei militari neo arrivati in molte delle 400 stazioni carabinieri dislocate in quasi ogni comune. Saranno dunque le unità di base dell’Arma a trarne maggiore beneficio, nell’ottica di garantire una maggiore sicurezza alla cittadinanza.

In Sicilia arriveranno anche 180 nuovi poliziotti in Sicilia entro febbraio 2019. In particolare, arriveranno 65 poliziotti in più per la provincia di Palermo, 47 per la provincia di Catania, 15 in provincia di Caltanissetta, 4 in provincia di Agrigento, 10 in provincia di Enna, 8 in provincia di Messina, 8 in provincia di Ragusa, 6 in provincia di Siracusa, 17 in provincia di Trapani.

Sono attualmente in servizio 9.648 unità della Polizia di Stato di cui 488 nei ruoli tecnici. A questi si aggiungono 9.436 appartenenti all’Arma dei carabinieri e 5.097 finanzieri. Con un rapporto forze di polizia-popolazione di 1-207 a fronte di una media nazionale di 1-236.

Nel piano di riorganizzazione delle questure gli organici saranno così modificati: Palermo da 2.120 a 2.210; Agrigento da 494 a 517; Caltanissetta da 475 a 504; Catania da 1.097 a 1.278; Enna da 239 a 321; Messina da 584 a 608; Ragusa da 342 a 355; Siracusa da 526 a 540.

“Il mio obiettivo è rinforzare tutte le questure d’Italia” commenta il ministro dell’Interno Matteo Salvini ricordando che “il governo ha deciso di assumere circa 8mila nuove donne e uomini in divisa in tutto il Paese. Tra loro ci saranno anche dei Vigili del Fuoco. Intendiamo collaborare con la Sicilia con risposte concrete, senza gli sprechi e l’assistenzialismo del passato”.


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