Sacchetti a pagamento nei supermercati Codacons: “Tassa occulta per le famiglie”

Imbustare frutta e verdura costerà dai 2 ai 10 centesimi. Tanasi: “Stangata annua da 50 euro, pronti a una battaglia legale” 

Sacchetti a pagamento nei supermercati Codacons: “Tassa occulta per le famiglie”

 

CATANIA – A partire da oggi 1 gennaio un nuovo balzello si è abbattuto sulle famiglie. I sacchetti utilizzati nei supermercati per imbustare frutta, verdura, pesce, affettati e altri prodotti alimentari sono diventati a pagamento, introducendo così una nuova tassa occulta a carico dei consumatori.

Lo denuncia il Codacons, che ricorda che è entrata in vigore la norma – introdotta dal Decreto legge Mezzogiorno – che prevede che i sacchetti leggeri e ultraleggeri, ovvero con spessore della singola parete inferiore a 15 micron, siano biodegradabili e compostabili, con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%, non possano essere riutilizzabili e debbano essere distribuiti esclusivamente a pagamento.

Questo significa che ogni volta che si va a fare la spesa al supermercato occorrerà pagare dai 2 ai 10 centesimi di euro per ogni sacchetto, e sarà obbligatorio utilizzare un sacchetto per ogni genere alimentare, non potendo mischiare prodotti che vanno pesati e che hanno prezzi differenti, spiega l’associazione.

Tutto ciò comporterà un evidente aggravio di spesa a carico dei consumatori, con una stangata su base annua che varia dai 20 ai 50 euro a famiglia a seconda della frequenza degli acquisti nel corso dell’anno.

Per Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons e consigliere Camera di Commercio della Sicilia Orientale, “si tratta di una vera e propria tassa occulta a danno dei cittadini che non ha nulla a che vedere con la giusta battaglia in favore dell’ambiente”.

“Abbiamo già inviato una istanza d’accesso al Ministero dell’economia per conoscere tutti i dettagli di tale norma ingiusta – spiega Tanasi – e siamo pronti a dare battaglia impugnando nelle sedi competenti un provvedimento ingiusto che finisce solo per introdurre aggravi di spesa sulle spalle dei consumatori”.

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