Truffa alle assicurazioni, 8 indagati e 238 beffati

Palermo. Polizze modificate o annullate per intascare i soldi NOMI - VIDEO

PALERMO – Gli ignari clienti pensavano di avere fatto un affare, poi invece l’agenzia di intermediazione alterava i dati per stipulare con le compagnie delle polizze a prezzi in minori. E incassava la differenza. Lo ha scoperto un’indagine della Guardia di finanza di Palermo. Otto gli indagati.

video

In tre sono finiti ai domiciliari, si tratta di Salvatore e Francesco Mendola e Francesco Sideli, 76 anni. Obbligo di dimora e interdizione dall’esercizio della professione nel campo assicurativo per sei mesi: Jonathan Varrica, 27 anni, Paolo Genovese, 35 anni, Nicola Pedone, 42 anni, Bagheria, Vincenzo Teresi, 62 anni, Caterina Lucia, 33 anni. Sono indagati a vario titolo per associazione a delinquere, esercizio abusivo dell’attività assicurativa, accesso abusivo alle banche dati e truffa assicurativa. L’inchiesta, condotta dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria, avrebbe svelato una serie di truffe a danno di compagnie assicurative e dei clienti.

Nell’inchiesta sono finite 238 polizze ritenute irregolari. I componenti dell’organizzazione agivano in due modi. Facevano versare i soldi previsti per la stipula della polizza. Poi alteravano i dati per pagare all’assicurazione un premio minore. In questo modo riuscivano ad intascare la differenza tra quanto versato dal contribuente e quanto realmente incassato dall’assicurazione. In altri casi, dopo avere intascato i soldi, la polizza Rca sarebbe stata annullata immediatamente, lasciando la macchina senza copertura assicurativa. Per realizzare le truffe gli indagati avrebbero utilizzato falsi attestati di residenza dei contraenti presso Comuni che hanno un parametro tariffario più vantaggioso. Non solo, ma avrebbero alterato i certificati dello stato di famiglia per far risultare il sottoscrittore della polizza come convivente con persone rientranti in classi di merito più favorevoli per usufruire delle agevolazioni previste della “Legge Bersani”.

scroll to top
Hide picture