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28 Gen 2022

Sequestro beni al cassiere del clan di Mangialupi

SiciliaSequestro beni al cassiere del clan di Mangialupi

La guardia di finanza di Messina ha sequestrato il patrimonio mobiliare e immobiliare, per un valore di oltre 300.000 euro riconducibile a un noto esponente del clan mafioso di Cosa nostra egemone nel rione Mangialupi di Messina. Il soggetto, organico al clan sin dal 2013, come accertato nel processo di mafia scaturito dall’operazione Dominio, ha mantenuto inalterato, per lungo tempo, il suo potere, tanto da conservare i contatti con gli altri sodali del clan.

Formalmente assunto, prima nel distributore di carburante intestato alla moglie del capo clan e, poi, nel tabaccaio riferibile alla famiglia mafiosa, l’esponente mafioso era preposto al delicatissimo ruolo di cassiere, con disponibilità delle chiavi del locale dove le risorse in contanti erano custodite. Il cassiere, oltre a essere il tenutario del “libro di cassa” contenente le indicazioni dei proventi del gioco d’azzardo e delle estorsioni, è stato custode delle somme di denaro contante per conto del clan. Basti pensare che militari del Gico della guardia di finanza di Messina sequestrarono, nel corso delle indagini, oltre 140.000 euro in un locale di cui aveva la disponibilità di accesso e ne custodiva le chiavi.

Il ‘cassiere’, poi, oltre a mantenere i contatti con il commercialista, al posto dei rappresentanti legali (teste di legno) delle attività commerciali del clan, era presente sempre in occasione di controlli e sequestri di macchinette videopoker illegali controllate dal sodalizio e posizionate nei vari locali situati a Messina. In particolare, nel 2014, in occasione di un controllo della finanza, fu incaricato dal capo clan di far scomparire “tutti i documenti dall’ufficio”.

I controlli economico-patrimoniali, estesi a tutto il nucleo familiare, hanno evidenziato la disponibilità di beni in misura sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati, oltre alla provenienza di parte degli stessi quale provento e reimpiego dei delitti contestati nei diversi gradi di giudizio. I beni sequestrati sono una unità immobiliare a Messina, un’auto, conti correnti e libretti di deposito a risparmio.

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