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28 Nov 2021

“Paramassi, non paracazzi”

Politica"Paramassi, non paracazzi"

“‘Allora Angela, scusa un attimo, ahh ho capito, Angela Raffa dice che c’è pronto un progetto per fare la galleria paramassi, non paracazzi, p-a-r-a-m-a-s-s-i’. Così si esprime nei miei confronti non ‘fragolone86’, non l’odiatore da social o la terza fila della politica, non il consigliere di qualche piccolo comune. Questo è il modo di esprimersi pubblicamente, come manco nelle peggiori osterie, del sindaco di Messina, della tredicesima città italiana, già ‘onorevole’ all’Assemblea regionale Sicilia, già candidato alla presidenza della Regione e che ha annunciato che si candiderà sempre per la presidenza regionale anche alle elezioni del prossimo anno. Parliamo di Cateno De Luca”.

La deputata messinese del M5s alla Camera, Angela Raffa, denuncia le offese sessiste ricevute dal primo cittadino, del quale pubblica un video. “Questo il profilo politico di chi mi mette in bocca (‘Angela Raffa dice che’), frasi volgari con allusioni al ‘parare organi sessuali maschili’ – aggiunge la parlamentare -. Alcuni proprio non riescono a farsi andare giù che le donne possano ricoprire incarichi importanti a loro non sottoposti. Pertanto usano espressioni che mai avrebbero pronunciato a un uomo. Credo sia tutto chiaro e non ci sia altro da aggiungere al comportamento di questi mariti amorevoli e padri premurosi con le loro figlie”.

Dopo qualche ora la replica di De Luca: “Non ho mai nemmeno pensato a lanciare offese sessiste alla deputata Angela Raffa, innanzitutto perché nutro un profondo rispetto per il genere femminile, come dimostrato dalla mia squadra di governo e dal peso delle deleghe a loro affidate e poi perché al gioco delle allusioni, dei doppi sensi e della volgarità, la Raffa mi batterebbe sonoramente. A me invece non interessano le provocazioni e non consentiremo alla Raffa di distrarre l’opinione pubblica dal fatto che per Alì Terme come per gli altri Comuni più di recente colpiti da eventi alluvionali o calamitosi non ci sono progetti concreti, ma solo prese in giro. Ovvero non ci sono i 20 milioni di euro che servirebbero per fare un intervento che va ben distinto da una semplice manutenzione straordinaria, a meno che gli interventi previsti non siano sempre quelli che Anas ha fatto in questi 10 anni e cioè reti e barriere con i risultati che conosciamo”.

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