Stragi del ’93, parla Graviano

Decine di perquisizioni della Dia di Firenze in cerca di riscontri

Un'immagine d'archivio, senza data, del boss mafioso Giuseppe Graviano. ANSA / FRANCO LANNINO

FIRENZE– Avrebbero riguardato una decina di persone, tutte incensurate e tutte non indagate, le perquisizioni effettuate stamani dalla Dia di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi del 1993 a Firenze, Milano e Roma: tra loro figurerebbero il fratello, la sorella, le mogli e i figli di Giuseppe e Filippo Graviano e altri soggetti vicini alla famiglia. Scopo delle perquisizioni, secondo quanto appreso, la ricerca di eventuali riscontri alle dichiarazioni rese davanti alla corte di assise di Reggio Calabria.

Tra i perquisiti ci sarebbe anche la vedova del cugino dei Graviano, Salvo, morto anni fa: stando a quanto riferito da Giuseppe Graviano avrebbe tenuto lui una scrittura privata con i nomi dei finanziatori, tutte persone decedute, a cui sarebbero stati collegati i 20 miliardi di lire che il nonno del boss di Brancaccio avrebbe consegnato a Silvio Berlusconi per investirli nel campo immobiliare, come dichiarata da Giuseppe Graviano in aula a Reggio Calabria. Alle perquisizioni ha preso parte anche la polizia postale per la duplicazione di pc.

scroll to top
Hide picture