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27 Nov 2021

Mafia e neomelodici a “Picaneddu”

SiciliaMafia e neomelodici a "Picaneddu"

CATANIA – Un gruppo criminale attivo nel rione Picanello di Catania, ritenuta una roccaforte della ‘famiglia’ Santapaola, è stato disarticolato dai carabinieri del comando provinciale che hanno eseguito nella provincia etnea e di Vicenza un’ordinanza di custodia cautelare per 15 persone.

L’indagine, denominata “Picaneddu”, ha consentito di definire la struttura, individuando il capo, gli organizzatori e i ruoli degli affiliati al gruppo. In particolare, è emerso come l’organizzazione garantisse gli “stipendi” agli affiliati attraverso la gestione della cosiddetta “cassa comune” alimentata dai proventi derivanti da estorsioni, attività di “recupero crediti”, traffico di stupefacenti e case da gioco clandestine. 

Il capo sarebbe stato Carmelo Salemi, affiancato dagli organizzatori in Giuseppe Russo e Vincenzo Scalia. C’erano poi esercenti di attività economiche, come Andrea Consoli (indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio, destinatario di misura cautelare in carcere) e Carlo Concorso (indagato per trasferimento fraudolento di valori in concorso e riclaggio, destinatario di misura cautelare dell’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria), interessati a stringere rapporti sempre più intensi non solo con gli affiliati, ma con i vertici dell’organizzazione e in particolare con Giovanni Comis, tornato in libertà da alcuni mesi, per ottenere utilità in cambio della loro disponibilità a custodire il patrimonio accumulato dai mafiosi, nascondendone l’origine illecita negli affari loro riconducibili per sottrarlo a eventuali misure di prevenzione patrimoniali.

Consoli, secondo quanto scoperto grazie alle intercettazioni, custodiva oltre 500.000 euro di provenienza illecita ricevuti da Comis e reimpiegava altro denaro “sporco” mediante l’intestazione fittizia a una società riconducibile a Concorso della proprietà di un immobile di tre piani nel quartiere Picanello, successivamente rivenduto a terzi.

Nell’ambito dell’operazione sono emerse le posizioni di due imprenditori indagati, a vario titolo, per concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Sono accusati di essersi prestati a custodire il patrimonio accumulato dai mafiosi, in modo da ostacolarne l’identificazione della provenienza e sottrarlo ad eventuali misure di prevenzione patrimoniali. I militari hanno proceduto al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di un milione di euro, compresa la casa discografica “Q Factor Records s.a.s.”, intestata a uno dei figli del boss Comis e a Consoli, e utilizzata da noti cantanti neomelodici.

La Procura ha ottenuto il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa un milione di euro, costituito dalla somma di 500.000 euro presente su conti correnti o depositi o su qualsiasi altro tipo di rapporto bancario intestato o cointestato o comunque riconducibile a Consoli, nonché dalla “Q Factor Records s.a.s.” e da un’abitazione di Augusta, in contrada Costa Saracena, intestata alla moglie di Comis.

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Persone destinatarie della misura.

Custodia in carcere:
1. CARUSO Andrea, nato a Catania il 24.12.1981;
2. COMIS Giovanni, nato a Catania l’1.6.1963;
3. CONSOLI Andrea, nato a Catania il 29.1.1977;
4. FRAZZETTA Giovanni, nato a Catania il 28.12.1968;
5. FRAZZETTA Marco, nato a Catania il 19.10.1970;
6. RUSSO Giuseppe, nato a Catania il 27.7.1976;
7. SALEMI Carmelo, nato a Catania l’1.1.1969;
8. SCALIA Vincenzo Santo, nato a Catania l’1.11.1960;
9. TESTA Francesco, nato a Catania il 17.6.1975;

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e di dimora:
1. CONCORSO Carlo, nato a Catania il 4.8.1973;
2. PUGLISI FOSCOLO Ugo, nato a Catania il 21/01/1982;
3. PUGLISI FOSCOLO Veronica, nata a Catania il 14.6.1979;
4. VENEZIANO Rudy, nato a Acqui Terme (AL) il 15.12.1979,

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