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06 Dic 2021

Asse Pd-M5s regge a Caltagirone

PoliticaAsse Pd-M5s regge a Caltagirone

di Luca Ciliberti Il centrosinistra vince le amministrative 2021 a Caltagirone presentandosi compatto con tutte le sue componenti e con un candidato riconoscibile che ha cominciato la sua campagna elettorale molto prima degli avversari, quasi a voler continuare il trend di quanto è successo qualche settimana fa nelle grandi città d’Italia chiamate al voto. Doppiamente soddisfatto il Pd che arriva primo a Vittoria, l’altra grande piazza siciliana chiamata alle urne, accarezzando fino alla fine la possibilità di vincere in prima battuta, ma costretto a rimettere lo champagne in frigo dopo l’ultima sezione scrutinata.

Un risultato che comunque non cambia l’umore del segretario nazionale del Pd Enrico Letta che sui social esulta: “Vinciamo anche in Sicilia e Sardegna. I dati del primo turno delle elezioni tenutesi ieri e oggi in vari comuni nelle due regioni amministrate dalla destra stanno confermando e rafforzando il quadro nazionale di domenica scorsa. Avanti!”.

Nei numeri, però, festeggia anche il centrodestra che, nella maggior parte dei Comuni, si è presentato diviso, frastagliato e con i propri candidati di riferimento frutto di scelte legate a logiche del micromondo locale. In attesa di pesare il centrodestra compatto in test più significativi, colpisce infine il lento e progressivo sgonfiamento del M5s. I pentastellati si riconfermano ad Alcamo, ma perdono alcune delle loro città simbolo: Grammichele, Porto Empedocle su tutte, mentre a Favara non hanno presentato il simbolo.

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La sorpresa, dunque, arriva da Caltagirone dove Fabio Roccuzzo è il nuovo sindaco eletto con più del 50% dei voti al primo turno. Il candidato unitario di Pd, M5s Sinistra Italiana e LeU, ex componente della segreteria di Anthony Barbagallo quando era assessore regionale al Turismo, supera Sergio Gruttadauria, candidato del centrodestra, che si ferma a poco più del 40% dei voti. La debacle nel feudo del sindaco uscente Gino Ioppolo è totale, perché oltre alla sconfitta del suo ex vicesindaco, la lista di Diventerà Bellissima si attesta a percentuali intorno al 5%, troppo poco per il movimento che ha eletto appena 4 anni il presidente della Regione. A questo dato si aggiunga che le liste del centrodestra in Consiglio comunale superano il 50%.

A Vittoria, comune sciolto per mafia nel 2018 e commissariato fino ad oggi, con le elezioni che sono slittate per due volte consecutive, è stata sfida al fotofinish. A sorpresa l’eterno Ciccio Aiello, ex deputato del Pci e dal 1978 sei volte sindaco, sembrava sempre a un passo dalla soglia del 40% (ha chiuso a 39,3%) delle preferenze che gli avrebbe evitato il ballottaggio con Salvo Sallemi candidato del centrodestra. Il giovane esponente di Fratelli d’Italia, aiutato in campagna elettorale anche da Giorgia Meloni, è rimasto sempre 10 punti dietro al vecchio leone. Il M5s in questa partita ha scelto di correre con un proprio candidato di riferimento che viaggia intorno al 17% delle preferenze.

Ad Alcamo il sindaco uscente Domenico Surdi si conferma ottenendo il 42% delle preferenze, sostenuto dal M5s e da due liste civiche vicine alla sinistra. In questa occasione il Pd ha preferito puntare sulla candidata Giusy Bosco apparentandosi con Udc e Sicilia Futura. A Porto Empedocle (Agrigento) però il M5s vede bocciata la sindaca uscente Ida Carmina, spodestata da un candidato di Forza Italia Calogero Martello. A Favara, altra piazza simbolo dei grillini che alle ultime amministrative avevano eletto Anna Alba, i 5 stelle non presentano il simbolo, convergono sul candidato unitario del centrosinistra con la lista “L’Altra Favara” e vanno al ballottaggio: si sfideranno Antonio Palumbo (37,3%), appoggiato dal Pd e da liste civiche, e Salvatore Montaperto (34,5%), sostenuto da Fratelli d’Italia, Diventeràbellissima e Udc. 

Il centrodestra conquista Noto con le percentuali bulgare del nuovo sindaco Corrado Figura che arriva a quota 71% sbaragliando la concorrenza di Aldo Tiralongo, un civico ibrido, sostenuto dall’uscente Corrado Bonfanti, che ha messo dentro di tutto: dal Pd a Forza Italia. A Rosolini andranno al ballottaggio Giovanni Spadola (liste civiche) e Concetto Di Rosolini (Fratelli d’Italia). Fuori il candidato del Pd Vaccaro. 

Occhi puntati sulla provincia di Catania, con oltre 120 mila elettori chiamati alle urne e dove l’affluenza è andata poco sopra il 56% (affluenza regionale al 56,66%). Se Caltagirone va al centrosinistra, nelle altre due piazze che votano col sistema proporzionale, il centrodestra festeggia a Giarre con Leo Cantarella sostenuto dalla Lega a trazione sammartiniana e dagli autonomisti, ed esulta doppiamente ad Adrano dove l’ex sindaco e deputato Fabio Mancuso (trainato da Lega e autonomisti) col 29% porta al ballottaggio Carmelo Pellegriti (leggi deputato regionale Giovanni Bulla), sostenuto da tutto il resto del centrodestra; per lui il 39%. Pellegriti e Mancuso insieme totalizzano quasi il 70% dei voti, tutti di matrice centrodestra.

Nel Calatino successo per gli autonomisti a Grammichele con Pippo Greco (43%) che batte l’uscente, il grillino Pippo Purpura. A Ramacca il sempreverde Pippo Limoli viene superato dal sindacalista Nunzio Vitale sostenuto dal Pd.

A Lentini si profila un ballottaggio tra Saverio Bosco, sindaco uscente, farmacista, e Rosario Lo Faro, sostenuto da due liste civiche con esponenti storicamente di destra, una terza lista, Lentini operosa, che al suo interno ha in piccolo i simboli del Pd e di Articolo 1 e una quarta Movimento 5 Stelle 2050. E’ terminata in parità la sfida tra ex marito e moglie: Stefano Battiato, Forza Italia e Fratelli d’Italia e due liste civiche, e Francesca Reale, sostenuta da Diventerà bellissima e autonomisti. Hanno spaccato il centrodestra acquisendo poco meno del 18 per cento ciascuno. Percentuali minime per Maria Adagio e la commerciante Laura Vacirca.

Carmela Petralito è il nuovo sindaco di Pachino. La docente di 62 anni, sostenuta da Fratelli d’Italia e Diventerà Bellissima, ha ottenuto oltre il 40 per cento dei voti staccando la sua diretta avversaria Barbara Fronterrè, imprenditrice nel settore del food, sostenuta da Udc e liste civiche, che si è fermata poco sotto il 30 per cento. Al terzo posto Fabio Fortuna, esponente del M5S, intorno al 20 per cento, staccato Corrado Quartarone, sostenuto da Lega e Forza Italia e da una lista civica. Il comune di Pachino era stato sciolto per mafia due anni fa.

A San Cataldo, nell’unico Comune della provincia di Caltanissetta chiamato al voto, vanno al ballottaggio il candidato giallorosso Gioacchino Comparato (M5s-Pd) col 25% dei voti e il candidato di Fdi-Lega Claudio Vassallo col 20%. A Canicattì ballottaggio tra Vincenzo Corbo, appoggiato da liste civiche – è stato sindaco 2 volte – e il candidato sindaco di Fratelli d’Italia Cesare Sciabarrà.

Per quanto riguarda la provincia di Messina, a Capo d’Orlando viene eletto sindaco Francesco Ingrillì col 61,60 % dei voti. A Patti la spunta Gianluca Carmelo Bonsignore col 36,06%.

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