“Frana Letojanni, siamo alla fine del tunnel”

Autostrade siciliane replica alle critiche: "Ecco cosa abbiamo fatto in questi anni"

“Siamo ormai ai capitoli finali di una brutta vicenda, tra lunghi iter progettuali e anni di fermo. Nel 2019 con il nuovo consiglio di amministrazione è stata presa di petto quella situazione ed è stata riavviata una macchina che sembrava irrimediabilmente impanata tra progetti, autorizzazioni, lungaggini burocratiche e rimpalli di responsabilità. Adesso è possibile dire che da tre anni, com’è sotto gli occhi di chi passa quotidianamente, si sta lavorando a ritmi serrati, con interventi molto complessi e problematici, in un fazzoletto di terra dove coesistono autostrada, strada statale, ferrovia e notevole densità edilizia”.

Dopo le critiche la governance di Autostrade siciliane fa il punto della situazione sulla frana di Letojanni. “Era la notte tra il 4 e il 5 ottobre 2015 quando circa 50 mila metri cubi di terra, roccia e arbusti divelsero il muro di contenimento della collina a sud del torrente San Filippo, nel comune di Letojanni, per riversarsi al km. 32,700 dell’autostrada Messina-Catania, sommergendola. Siamo al sesto, amaro, anniversario di quel terribile evento che fortunatamente non coinvolse automezzi, ma oggi lo ricordiamo finalmente con ottimismo”.

La società ricorda che “dopo aver sbancato e smaltito i 50 mila metri cubi di detriti e ultimata la delicata operazione di messa in sicurezza del costone traballante (ampliando consolidamento e stabilità anche oltre le previsioni), come previsto da settembre si è giunti all’ultimo step, la costruzione delle due gallerie paramassi. Un tunnel lungo 140 metri circa con una pila, a metà fra le carreggiate, che sosterrà le due gallerie. La ditta appaltatrice Cospin di Catania nonostante mille difficoltà affrontate, ce la sta mettendo tutta per terminare, come annunciato, per l’inizio del prossimo anno”.

“Inoltre ci teniamo a far sapere che apprezziamo ogni pungolo critico, anche quelli interessati che offrono l’opportunità di ribadire che, al netto dei ritardi post covid che hanno coinvolto tutti i cantieri di Italia nell’approvviggionamento dei materiali, non esiste alcuna variante alle gallerie e nessun costo dell’opera è variato rispetto al progetto originario. E ancora, che non sussiste alcuna emergenza per questo cantiere, che è invece preso a modello esemplare, in perfetta sicurezza e dove il numero dei lavoratori, in un’ottica di efficienza ed economia, viene di volta in volta incrementato e decremento in funzione delle operazioni in atto. Questa governance infine continua a non ritenere opportuno replicare a ulteriori dichiarazioni, spesso arricchite da pareri personali e informazioni approssimative o errate”.

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