Aggressioni, alcol e cafoni: la folle estate eoliana

Da Panarea a Lipari è un susseguirsi di episodi di violenza con ragazzini che insultano pure le forze dell'ordine

LIPARI (MESSINA) – Alle Eolie si registrano risse e assembramenti con ragazzini scatenati che insultano anche le forze dell’ordine. A Panarea c’è un’ invasione di turisti-ragazzini, con risse notturne per futili motivi. Anche con l’uso di spranghe. L’alcol dilaga e le conseguenze sono che i locali sono costretti a chiudere a mezzanotte-l’una perché si rischia l’incolumità pubblica.
I pochi carabinieri presenti sull’isola per il periodo estivo, sono intervenuti e da quel che è trapelato vi sarebbero due fermi. Gli isolani ma anche i villeggianti sono preoccupati. “Non avevo mai visto Panarea così – denuncia Alessio Ferrara – Piena di ragazzini irrispettosi e aggressivi. Tutte le sere risse, problemi con i carabinieri che fanno il possibile per garantire un minimo di decoro. Hanno bisogno di aiuto, sono in pochi. Non avevo mai visto a Panarea dei ragazzini aggredire le forze dell’ordine, circondare gli uomini in divisa, insultarti e lanciargli per fino delle bottiglie di vetro. Mi hanno distrutto tavoli, sedie e la motoape che utilizzo per lavorare. Come dobbiamo andare avanti!? Dopo le due di notte, Panarea diventa un inferno”. “Qui nessuno parla di Covid – si domanda – nessuno parla di flusso di persone incontrollabili, tutte senza mascherina? Fatevi un esame di coscienza. Sono vicino alle forze dell’ordine che con tanto impegno fanno il possibile per garantire un po’ di ordine ma sono in pochi e fanno dei turni massacranti. Hanno bisogno di aiuto. Noi commercianti abbiamo bisogno di aiuto”.
L’allarme riguarda anche Lipari. Lo segnala Luca Chiofalo, ex presidente dei commercianti: “È un altro agosto da pazzi – spiega – il solito trionfo di schiamazzi, caos, cafonaggine e “ammucchiamenti” scomposti (nonostante il covid e le regole per contenerlo, il cui rispetto da noi è optional). Ricordo con nostalgia gli anni delle belle e davvero ricche estati eoliane. Quelle di un turismo composto e raffinato, estati in cui nei locali del centro si cantava a voce e non si urlava in un microfono disturbando chiunque nel raggio di 100 metri, in cui i ragazzetti e gli adulti mancati non erano, con la loro “caciara”, protagonisti e tutti si viveva e lavorava con più serenità. Le Eolie erano diverse ed i loro abitanti e ospiti sapevano godere e rispettare l’armonia rilassante e romantica di queste isole capolavoro”. “Oggi – conclude – è tutto una follia, dagli ingorghi stradali agli sbarchi selvaggi, dai disservizi cronici alle notti molestate da una “movida” cafona e inutile (non per tutti…). Sorbiamoci quest’altra estate delirante, ma dall’anno prossimo, sarebbe bene pensare ad un diverso modo di gestire e presentare il territorio”.

scroll to top
Hide picture