Green pass obbligatorio nei ristoranti al chiuso e colori delle regioni: ecco cosa cambia

ROMA – Dal 6 agosto servirà il green pass per i ristoranti al chiuso. Basterà, però, avere anche solo la prima dose di vaccino oppure un tampone negativo nelle 48 ore precedenti (o ancora un certificato di avvenuta guarigione dal virus negli ultimi sei mesi). E’ questo l’accordo trovato tra le varie parti del governo. L’obbligatorietà sarà estesa a spettacoli all’aperto, teatri, cinema, centri termali, piscine, palestre, fiere, congressi e concorsi.

Il green pass, ha detto il premier Mario Draghi, “non è un arbitrio ma una condizione per non chiudere le attività produttive” lanciando un appello sulle vaccinazioni, senza le quali “si deve chiudere tutto, di nuovo”. Parole a cui segue anche un duro monito nei confronti di scettici e no vax: “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire”, dice.

Restano dei nodi, come la ripresa della scuola in presenza, i trasporti e l’utilizzo del lasciapassare anche per l’accesso ai luoghi di lavoro: “Ci stiamo pensando – spiega -. E’ una questione complessa e da discutere con i sindacati”. E su quella di far rientrare in presenza i dipendenti della pubblica amministrazione, aggiunge: “la sta affrontando Brunetta, ma farà parte dell’area del lavoro che non abbiamo ancora toccato”.

Cambiano anche i parametri per la zona gialla. Secondo quanto stabilito dalla cabina di regia a Palazzo Chigi, la soglia viene fissata al 10% per le terapie intensive e al 15% per le ospedalizzazioni. Le Regioni avevano chiesto il 20% di terapie intensive, il Cts aveva dato orientamento per una soglia del 5%.

Resta 50 per 100 mila abitanti l’incidenza per passare dalla zona bianca alla zona gialla, ma da oggi saranno determinanti anche gli indicatori ospedalieri cioè l’occupazione delle terapie intensive e delle aree mediche i cui parametri sono stato modificati oggi nel corso della riunione della cabina di regia.

Quelli per entrare nella zona di rischio gialla a 10 e 15% per le intensive e le aree mediche; 20-30% per entrare in zona arancione e 30-40% per le zone rosse (percentuale che resta invariata rispetto ai precedenti parametri).

L’entrata in vigore del green pass sarà posticipata di due settimane affinché sia dato il tempo necessario di uniformarsi alle regole, con tamponi a costo calmierato per le famiglie e per chi non può vaccinarsi.

Alla luce di queste decisioni, le Regioni hanno sollecitato il governo a inviare quantitativi di vaccini adeguati all’aumento presunto delle richieste.

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