Esce dal carcere e tenta di uccidere l’ex moglie

CATANIA – Un uomo di 48 anni, condannato nell’ambito dell’operazione Fiori bianchi, è stato arrestato dai carabinieri per tentato omicidio, tentato danneggiamento ed atti persecutori nei confronti dell’ex convivente.

Le indagini, coordinate da un pool di magistrati che si occupano di violenza di genere, hanno fatto luce sulla condotta persecutoria posta in essere dall’uomo nei confronti dei familiari, culminata nel tentativo di omicidio dell’ex convivente 47enne.

L’uomo, dopo la sua scarcerazione, non aveva accettato la decisione della donna di interrompere la relazione sentimentale che a sua volta spesso subiva le manifestazioni d’ira per paura di ritorsioni di probabili ripercussioni sui loro due figli di 19 e 21 anni e, in particolare, su quest’ultimo che si era apertamente schierato in sua difesa avendo più volte assistito alle violenze del padre ai suoi danni.

Un’escalation di violenza culminata con un’aggressione fisica che la donna ha documentato con alcune foto che riproducevano vistosi lividi al viso e su altre parti del corpo e proseguita con un tentato omicidio che ha visto coinvolto anche il figlio della coppia.

La sera del 2 luglio la donna, scesa in strada per depositare il sacchetto dell’immondizia, ha notato l’ex convivente con una bottiglia in mano mentre tentava di incendiare l’auto della vittima e lo scooter del figlio.

Le urla della donna e la conseguente richiesta di aiuto ai vicini di casa hanno innervosito l’uomo che, dopo averle lanciato addosso liquido infiammabile, ha preso un accendino per appiccare il fuoco minacciandola di morte assieme al figlio: “Dov’è quel pezzo di …? Dov’è quel bastardo che gli devo dare fuoco? Ti do fuoco!!!”.

Solo il malfunzionamento dell’accendino ha evitato la tragedia. A quel punto, la donna ed il figlio si sono rivolta ai carabinieri della Compagnia di Gravina che hanno avviato le indagini e portato all’arresto del 48enne.

E non si arrestano qui gli episodi di violenza sulle donne in Sicilia. Solamente stamani sono tre i casi: oltre a quello di Catania, ce ne sono ad Acireale e Caltanissetta, dove un disoccupato di 47 anni è stato denunciato perché al culmine dell’ennesima lite aveva minacciato la moglie di morte. “Se ti becco fuori di casa, ti ammazzo; ti uccido con la mia katana”, le aveva detto e gli agenti lo hanno trovato in possesso di tre spade e della katana della quale parlava.

Ad Acireale un sudamericano di 42 anni agli arresti domiciliari dopo una condanna a 9 mesi di reclusione divenuta definitiva nel 2017 per un furto commesso a Siracusa è stato arrestato dalla polizia e rinchiuso in carcere perché più volte ha aggredito anche fisicamente la moglie. Gli agenti del commissariato di Acireale più volte erano intervenuti nella sua abitazione chiamati dalla donna ed avevano denunciato l’uomo per maltrattamenti in famiglia, lesioni ed altri reati.

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