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21 Ott 2021

Catania, prevenzione del carcinoma cutaneo

SaluteCatania, prevenzione del carcinoma cutaneo

CATANIA – Quando si parla di tumori della pelle si pensa quasi sempre al melanoma ed è anche corretto considerando la frequenza della patologia neoplastica, purtroppo maligna. Esistono però tumori cutanei definiti proprio “non melanoma” che vanno riconosciuti per tempo e di cui va fatta una diagnosi precoce per avviare subito il trattamento. Con questi presupposti fa tappa (unica per la Sicilia).
Sabato 29 maggio al Policlinico “G.Rodolico-S. Marco” di Catania la Campagna nazionale di sensibilizzazione e screening sul carcinoma squamocellulare cutaneo “Te lo dice la pelle”, che prevede anche visite dermatologiche gratuite. Lo scopo è quello di contribuire a diffondere importanti informazioni su una malattia ancora poco conosciuta che rappresenta circa il 20% dei tumori cutanei non-melanoma.
Promossa dalla Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie sessualmente trasmesse (SIDeMaST), con il patrocinio di APaIM (Associazione Pazienti Italia Melanoma) e CIA-Agricoltori italiani, l’iniziativa vuole porre l’attenzione, in particolare, sul carcinoma squamocellulare cutaneo, tumore maligno della pelle che, secondo i dati più recenti, viene diagnosticato ogni anno a circa 19.000 pazienti.
Il carcinoma squamocellulare cutaneo origina dalla proliferazione incontrollata dei cheratinociti dell’epidermide. Si può manifestare come un’escoriazione o un’ulcera che sanguina, o come un nodulo rosso con una crosta centrale, che può sanguinare spontaneamente o in seguito a grattamento o minimi traumi.
La lesione, localizzata, come il melanoma, in sedi fotoesposte come, ad esempio, il volto e il dorso delle mani, può essere dolorosa, crescere nel tempo e non guarisce spontaneamente, né dopo l’applicazione di creme antibiotiche o cortisoniche. Questa patologia interessa maggiormente gli uomini rispetto alle donne, di età superiore ai 50 anni, con fototipo chiaro.
L’esposizione solare eccessiva e l’uso di lampade abbronzanti rappresentano i fattori di rischio più importanti, come anche l’esposizione cronica ad agenti chimici tossici (e.g. arsenico), la presenza di ferite croniche, ulcere e cicatrici, uno stato di immunosoppressione, l’assunzione di alcuni farmaci ed alcune malattie genetiche.
Le visite si svolgeranno nel reparto di Dermatologia diretto dal prof. Giuseppe Micali, esclusivamente su prenotazione contattando il numero 345 7686815 da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 13.

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