Catania, è già finita

a.cig.) Subito fuori. L’avventura nei play off del Catania dura lo spazio di 90 minuti. Un’ora e mezza nella quale i rossazzurri cominciano bene e finiscono male, complicandosi la vita strada facendo sino al tracollo conclusivo.

Avere a disposizione due risultati su tre non è bastato. Il Foggia stacca il pass per il secondo turno facendo leva sulle parate di Fumagalli, sulla qualità dell’ex di turno Curcio (un gol e due assist) e sulla mossa Balde azzeccata da Marchionni.

Sarebbe potuta finire diversamente, senza dubbio. Con maggiore cattiveria sotto porta, una prodezza in meno del portiere avversario, una fase difensiva più attenta, magari un pizzico di fortuna e qualche decisione arbitrale di segno diverso.

Variabili che acuiscono la sensazione chiara di essersi buttati via e di aver perso un’occasione propizia in una partita che, al di là di ogni altro aspetto, con un’interpretazione diversa del match dopo lo svantaggio avrebbe potuto avere un epilogo favorevole.

Va male, invece, nonostante un avvio incoraggiante del Catania. Baldini schiera il 4-3-3 previsto con i rientri di Giosa in difesa, Welbeck a centrocampo e Sarao in attacco sciogliendo l’unico dubbio in avanti a favore di Reginaldo, preferito a Golfo per completare il tridente.

Ha chiesto ai suoi di non gestire, il tecnico di Massa, e la squadra obbedisce andando al tiro dopo soli 30 secondi con Maldonado. E’ la prima di cinque conclusioni di discreta pericolosità nei primi 20 minuti, nel corso dei quali i padroni di casa giocano con aggressività cercando la pressione alta nella trequarti avversaria, dove Dall’Oglio va a sostenere il recupero palla staccandosi spesso dalla mediana.

Ci riprovano Maldonado, Dall’Oglio, Reginaldo e ancora Dall’Oglio, ma il Foggia ha ritrovato il portiere titolare e si vede, considerata la prontezza con cui Fumagalli dice sempre no eccezion fatta per il primo tentativo di Dall’Oglio persosi oltre la traversa.

Gli ospiti, che rispetto a domenica scorsa dispongono di Del Prete in difesa e schierano Balde in avanti accanto a Curcio puntando sulla velocità dello spagnolo di origini senegalesi, trascorrono la prima mezz’ora in soggezione, ma proprio allo scoccare del trentesimo minuto mettono il naso fuori dalla propria metà campo con un cross di Di Jenno per Curcio, chiuso in extremis da una diagonale difensiva di Pinto.

E’ l’avvisaglia del cambio di passo dei rossoneri, che cominciano a innescare i cursori di fascia Kalombo e Di Jenno e d’un tratto guadagnano metri rendendosi nuovamente pericolosi con Garofalo, che sfrutta un corridoio centrale per presentarsi al limite salvo poi calciare debolmente verso Martinez.

Sessanta secondi e arriva il gol ospite: sponda aerea di Curcio per Balde, che brucia Giosa, evita il recupero alla disperata di Calapai e batte Martinez (foto Galtieri sotto).

Botta terribile per il Catania. I rossazzurri accusano il colpo, si disuniscono giocando con eccessiva frenesia, vanno in sofferenza specialmente a sinistra e rischiano di subire il raddoppio in chiusura di frazione, quando l’inzuccata di Curcio su corner di Di Jenno finisce poco oltre la traversa.

Baldini rimpiazza Pinto con Zanchi in apertura di ripresa e reclama subito – e non a torto – un rigore per un intervento in area di Germinio ai danni di Sarao sul quale il tutt’altro che impeccabile arbitro Maranesi esita vistosamente prima di lasciare proseguire l’azione, conclusa da un parata di Fumagalli sul tentativo di Calapai.

Il Catania preme e sfiora il pari poco più tardi: affondo di Dall’Oglio e palla scodellata per Reginaldo, sulla cui girata a botta sicura è il solito Fumagalli a salvare i suoi. Non basta perché sugli sviluppi dell’offensiva ci si mette anche la sfortuna a dire no a Maldonado, autore di un bel destro da fuori area che si stampa sul palo.

Baldini inserisce anche Golfo per Reginaldo, ma è il Foggia a colpire. Un lancio lungo di Salvi trova la difesa di casa impreparata e male allineata: Curcio vince il duello con Silvestri, salta Martinez e fa centro a porta sguarnita (foto Galtieri sotto).

 

A 25′ dalla fine e due gol sotto, non resta che rischiare il tutto per tutto: dentro Di Piazza e Manneh per Piccolo e Dall’Oglio. La partita si riapre sull’unico strafalcione di Fumagalli, per il resto impeccabile: l’estremo difensore ospite si addormenta sulla punizione da distanza chilometrica di Maldonado e lascia passare il pallone che dimezza lo svantaggio (foto Galtieri sotto).

In 4′, però, il Foggia torna a +2: da una palla giocata da Curcio al limite della linea laterale (o forse oltre?) nasce un assist in campo aperto per Balde, che ha un altro passo rispetto al suo marcatore Giosa, in vistoso affanno, e può involarsi verso Martinez battendolo per la seconda volta (foto Galtieri sotto).

E’ la mazzata finale. Il Catania cerca di riaprirla, ma non è giornata. L’ultima speranza si spegne sull’ennesima prodezza di Fumagalli, che con un gran riflesso tira fuori dalla porta un colpo di testa di Di Piazza da pochi passi.

La stagione rossazzurra finisce qui. Ora c’è una storia che dura dal 1946 da far proseguire.

CATANIA-FOGGIA 1-3
Catania (4-3-3): Martinez 5; Calapai 6, Silvestri 5.5, Giosa 4.5 (41′ st Rosaia sv), Pinto 5 (1′ st Zanchi 6); Welbeck 6, Maldonado 6.5, Dall’Oglio 5.5 (22′ st Manneh 6); Piccolo 5 (22′ st Di Piazza 6), Sarao 5, Reginaldo 6 (13′ st Golfo 6). In panchina: Santurro, Sales, Claiton, Izco, Vrikkis. Allenatore: Baldini 5
Foggia (3-5-2): Fumagalli 7; Salvi 6 (48′ st Cardamone sv), Germinio 5.5, Del Prete 6 (38′ st Galeotafiore sv); Kalombo 6.5, Vitale 6 (32′ st Said sv), Rocca 6, Garofalo 6 (48′ st Moreschini sv), Di Jenno 6.5; Curcio 7 (48′ st Pompa sv), Balde 7.5. In panchina: Di Stasio, Jorio, Iurato, Morrone, Dema, D’Andrea, Nivokazi. Allenatore: Marchionni 7
Arbitro: Maranesi di Ciampino 5.
Reti: 33′ pt Balde, 19′ st Curcio, 22′ st Maldonado, 27′ st Balde.
Note: ammoniti Vitale, Balde, Silvestri, Manneh, Said. Angoli: 4-3. Recupero: 2′ e 5′.