La discarica chiude, a Catania emergenza rifiuti alle porte

CATANIA – Si avvicina la chiusura della discarica di Lentini e aleggia lo spettro dell’emergenza rifiuti a Catania ed in mezza Sicilia. Si susseguono le riunioni a Catania, tra il sindaco Salvo Pogliese e gli amministratori giudiziari della discarica che dal 30 aprile non potrà più ricevere rifiuti.

“Si profila il rischio di un’emergenza igienico-sanitaria o che saltino i bilanci di tutti i comuni coinvolti – afferma l’assessore comunale all’Ambiente, Fabio Cantarella -. Sì, perché ci è stato detto che al momento l’unica soluzione praticabile sarebbe quella di portarli ai termovalorizzatori di altri stati europei o in Emilia Romagna con costi più che triplicati. Proprio per questo tutti i sindaci dei comuni aderenti alla Srr Catania Area Metropolitana, con Pogliese in testa, hanno chiesto all’assessorato regionale soluzioni immediate e soprattutto sostegno per i costi aggiuntivi. Inutile girarci attorno, in Sicilia scarseggiano anche gli impianti per i rifiuti differenziati, paghiamo il costo di decenni di assoluta inerzia che di fatto hanno favorito i padroni delle discariche. Pensate che da una parte ci chiedono, giustamente, di innalzare i livelli di raccolta differenziata in città, dall’altra man mano che estendiamo con enormi sacrifici la raccolta porta a porta, la piattaforma dell’umido ce lo respinge perché non riesce a gestirlo. E così due settimane fa ho presentato una denuncia ai carabinieri del Noe perché la piattaforma non si prendeva l’umido mercatale, un prodotto di ottima qualità perché più puro in quanto lo raccogliamo durante lo svolgimento del mercato. Finalmente ce lo stanno facendo conferire ma a tutt’oggi ci rifiutano ancora parte dell’umido che raccogliamo negli step del porta a porta”.

L’IDEA PANTANO D’ARCI. E’ stata individuata un’area idonea di proprietà comunale, a Pantano d’Arci, sono stati fatti sopralluoghi e predisposti gli atti necessari. “Un progetto che tutela l’ambiente e ricicla il rifiuto – precisa Cantarella -. Abbiamo optato per un impianto che tratta l’umido in modo del tutto naturale, non spreca energia, non inquina, non puzza e produrrebbe biometano. Potrà trattare sino a 100 mila tonnellate annue di umido, i comuni dimezzerebbero i costi e con la produzione di biometano avrebbero anche degli introiti. La verità è che se oggi avessimo avuto due termovalorizzatori in Sicilia avremmo risolto ogni problema. Ormai sono a zero emissioni e producono energia. Quello di Copenaghen sorge in centro città, ha la pista di sci sopra, gestisce oltre 400 mila tonnellate di rifiuti l’anno e genera energia per oltre 62 mila abitazioni. Ed i costi per la gestione dei rifiuti sono irrisori rispetto a quelli sostenuti da noi”.

IL PORTA A PORTA E IL PENDOLARISMO DEI RIFIUTI. A Catania si sta ampliando la raccolta dei rifiuti porta a porta, dopo la Civita si passerà a San Giovanni Galermo. “Questo ci consentirà di togliere sempre più cassonetti e di esercitare un maggiore controllo sui cittadini – precisa l’esponente della Lega – Le grandi città hanno basse percentuali di differenziata per motivi che nessuno dice, subiamo un fenomeno di abbandono di rifiuti da parte di chi viene da comuni limitrofi e ci porta l’indifferenziato. Durante il lockdown abbiamo stimato qualcosa come un milione di chilogrammi di rifiuti in meno a settimana nei cassonetti, ma già i dati divulgati semestralmente dalla Srr sono abbastanza eloquenti: le grandi città hanno in media una produzione pro capite di rifiuti doppia rispetto a quella di un residente in un comune limitrofo. Il catanese mangia il doppio? No! E’ l’effetto dei rifiuti che ci provengono da comuni vicini, pensi per esempio che in un pomeriggio in via Borgese eleviamo 21 verbali, 16 contestati a cittadini di uno stesso comune confinante. Non è accettabile, il controllo va fatto sotto casa e bisogna chiedersi dove smaltisce i rifiuti chi non li espone secondo il calendario. In due anni, togliendo cassonetto dopo cassonetto, siam partiti dalla circonvallazione, abbiamo abbassato la produzione di rifiuti pro capite prodotti in città da 730 kg a 650 kg, è una conquista giornaliera ma senza impianti rischiamo di vanificare il lavoro. Anche la videosorveglianza ci darà una bella mano soprattutto per contrastare il fenomeno di chi ci lascia gli ingombranti e il materiale di risulta ma anche l’amianto in una delle 121 discariche alimentate illecitamente in città. Grazie alla polizia ambientale ne abbiamo già beccati parecchi”.


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