Covid, in Sicilia Rt sopra quota 1

Sono 11 le Regioni con il valore Rt puntuale sopra 1 – secondo il monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute presentato oggi – il parametro della replicabilità del virus che ora si associa all’incidenza dei contagio in rapporto alla popolazione (250 per 100 mila abitanti) per determinare lo stato di ‘salute’ di una regione e le relative decisioni su chiusure o aperture.

Sul podio delle performance peggiori la Valle d’Aosta con 1.52, seguita da Calabria e Campania a pari merito con 1.33. Le tre regioni più virtuose l’Abruzzo, l’Umbria e l’Emilia Romagna e le Province autonome di Trento e Bolzano tutte con valori attorno allo 0.8.

Ecco di seguito la tabella con gli Rt delle Regioni: Abruzzo 0.81, Basilicata 1.15, Calabria 1.33, Campania 1.33, Emilia-Romagna 0.83, FVG 0.98, Lazio 0.98, Liguria 1.02, Lombardia 0.89, Marche 1.04, Molise 1, Piemonte 0.96, PA Bolzano 0.8, PA Trento 0.83, Puglia 1.09, Sardegna 1.18, Sicilia 1.08, Toscana 1.08, Umbria 0.83, Valle d’Aosta 1.52, Veneto 1.12.

Due Regioni (Campania e Valle d’Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3, sei hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno: Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto.

CAMBI DI COLORE. Il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, firmerà nuove ordinanze che andranno in vigore dopo i tre giorni di area rossa nazionale previsti per il 3/4/5 aprile. A partire da martedì 6 aprile le regioni Marche e Veneto e la Provincia Autonoma di Trento passano in area arancione.

SITUAZIONE IN TERAPIA INTENSIVA. Rimane alto il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: si tratta di 14 Regioni/PPAA contro 12 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica del 30%: è pari al 41% contro il 39% della scorsa settimana.

Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.546 (23/03/2021) a 3.716 (30/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (44%) con un aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 28.428 (23/03/2021) a 29.231 (30/03/2021).

VARIANTI COVID. Secondo il monitoraggio Iss, la circolazione di varianti a maggior trasmissibilità è “largamente dominante nel Paese il che indica la necessità di non ridurre le attuali misure di restrizione”. Inoltre, i dati di incidenza e trasmissibilità, “seppure in lieve decremento, uniti al forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi nelle aree a maggiore diffusione. Si ribadisce, anche alla luce della ormai ampia diffusione di alcune varianti, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche”.

BRUSAFERRO: “DECRESCITA LENTA”. “Nell’ultimo periodo la curva epidemica inizia a decrescere ma si tratta di una decrescita molto lenta”, ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. “L’età media di chi contrae l’infezione è stabile ed è intorno ai 40-50 anni ma il numero di nuovi casi tra operatori sanitari rimane basso, a conferma dell’efficacia delle vaccinazioni. C’è anche una decrescita dei casi tra gli over-80, sempre attribuibile alle vaccinazioni”, ha aggiunto.

REZZA: “PUNTARE SUI VACCINI”. “La situazione è in miglioramento ma l’indice Rt è ancora vicino all’1 e anche l’incidenza, che è in lieve diminuzione, è comunque elevata – ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza -. E resta elevatissimo il tasso di occupazione in terapia intensiva, ora al 41%. Quindi ci sono dei segnali che ci dicono che da una parte l’infezione sta leggermente diminuendo ma dall’altro il carico sui servizi assistenziali resta pesante”.

“Contiamo in una forte accelerazione della campagna di vaccinazione a partire da aprile, perché questa deve essere lo strumento principale. Con l’arrivo della stagione calda, e se riusciamo a vaccinare la maggior parte delle popolazione, vedremo dei risultati. Vaccinare molto e in fretta è quanto mai ora necessario”, ha aggiunto.

“ADDETTI SUPERMERCATI ESPOSTI, MA SI PROCEDE PER ETA'”. “Quella degli addetti ai supermercati è una categoria che mi sta molto a cuore perché sono direttamente esposti al pubblico, però al momento le raccomandazioni che aggiornano il piano vaccinale anti-Covid non prevedono più le categorie, proprio perché c’era in precedenza stata una lotta tra di esse, ma un criterio per età”, ha detto Rezza.

“Si è cioè deciso – ha spiegato Rezza – di terminare la vaccinazione degli insegnanti, che erano stati scelti come categoria prioritaria insieme alle forze dell’ordine, ma dopo si è preferito non utilizzare più le categorie ma utilizzare semplicemente il criterio dell’età. Questo anche per accelerare le procedure vaccinali”.

“Si punta ora a proteggere soprattutto le persone che sono più fragili dal punto di vista del rischio di finire in terapia intensiva o addirittura di morire. Spero che la soluzione venga ora da una forte accelerazione della campagna vaccinale che faccia sì che nel giro di 2 o 3 mesi – ha concluso – chiunque voglia essere vaccinato possa esserlo”.

© La Sicilia Multimedia s.p.a.| p.iva 03655570871 | Privacy | Contattaci