Flop Catania: è festa Palermo

di Alberto Cigalini. Ai rossazzurri non basta giocare un'ora in superiorità per il rosso a Marconi: i rosanero interpretano meglio la gara e vincono con Santana (f. Galtieri). Due legni colpiti da Russotto

a.cig.) Perdere in casa fa sempre male. Farlo avendo giocato un’ora, recuperi inclusi, in superiorità numerica è ancora peggio. Se poi di tratta della partita più sentita, dell’unico, vero derby la delusione non può che essere cocente.
Il Catania cede al Palermo nella grande classica di Sicilia, tornata al Massimino dopo quasi otto anni. Una sconfitta che brucia e certifica la flessione di una squadra che nelle ultime cinque giornate è rimasta a secco di vittorie rimediando due sconfitte e tre pareggi.
Numeri che devono fare riflettere, come deve fare riflettere un ko maturato contro un avversario che, come all’andata, ha interpretato meglio la gara. E non bastano i due legni colpiti da Russotto per trovare una scusante a uno stop casalingo che si poteva e doveva evitare.
Rispetto alla trasferta con la Vibonese, Raffaele cambia un solo uomo, Sales per Manneh, ma è un ritocco che modifica il volto della squadra favorendo il previsto ritorno al 3-4-3 con Calapai e Pinto più alti e il tridente Golfo-Sarao-Russotto.
Filippi, alla sua prima in panca, decide per un modulo analogo schierando Accardi e Valente larghi a centrocampo e una linea avanzata nella quale Silipo e Floriano affiancano Lucca.
Le due squadre a specchio, peraltro piuttosto corte, propiziano una gara con pochi spazi disponibili, molti duelli individuali e tanti falli che frammentano il gioco e fanno salire la temperatura del match.
Il Palermo sembra atleticamente più fresco del Catania e nella fase centrale della prima frazione costruisce tre occasioni non banali: prima Confente devia sulla traversa un bel mancino dal limite di Marconi dopo uno spunto del vivace Silipo, poi un recupero palla di Luperini in mediana consente a Lucca di scagliare un destro che finisce di poco a lato, quindi un tiro-cross di Floriano da sinistra viene salvato sulla linea da Sarao in versione stopper.
I rossazzurri restano distanti dalla porta di Pelagotti, non sfondano sulle fasce e faticano a trovare profondità, ma al 35′ gli equilibri cambiano: Marconi, appena ammonito per un litigio con Sarao, commette una grave ingenuità entrando in modo scomposto su Russotto e rimediando il secondo giallo nel giro di cinque minuti.
La superiorità numerica dà coraggio, oltre che qualche varco in più, al Catania, che in chiusura di tempo ci prova con una spaccata a lato di Giosa su corner di Dall’Oglio e una conclusione di Golfo troppo centrale per creare problemi a Pelagotti.
Ma il vero pericolo i rossazzurri lo creano in apertura di ripresa: non sono trascorsi neppure 15 secondi quando Russotto, imbeccato da Golfo, si incunea nell’area ospite e colpisce il palo a Pelagotti battuto.
La pressione dei padroni di casa cresce: un’altra accelerazione di Russotto viene stoppata da Pelagotti e sulla respinta Welbeck non trova la porta da pochi metri.
Filippi, che dopo il rosso a Marconi aveva evitato sostituzioni abbassando Accardi e Valente e sacrificando quest’ultimo in copertura, intuisce l’andazzo e rileva Silipo e lo stesso Valente con Santana e Crivello per passare a un 4-4-1 più solido.
Mossa azzeccata perché poco più tardi sono proprio i due nuovi entrati a mettere la firma sull’azione del vantaggio: cross di Crivello da sinistra e palla raccolta da Santana che sul palo opposto incrocia bene il tiro battendo Confente.
Brutta botta per il Catania, chiamato a reagire subito sfruttando anche i cambi: Rosaia e Di Piazza rilevano Sales e Welbeck con conseguente passaggio al 4-2-4 utilizzato nelle situazioni di svantaggio.
I rossazzurri ci riprovano con un tiro di Russotto contenuto da Pelagotti, ma il Palermo tiene e Raffaele decide di aumentare la vocazione offensiva dei suoi rimpiazzando Pinto, uno dei più affaticati, con Manneh e poi Calapai e Golfo con Albertini e Reginaldo.
Tocca ancora Russotto, il più vivace e tenace davanti, recriminare per un colpo di testa che accarezza la traversa su cross di Di Piazza. Quindi è Reginaldo a chiamare Pelagotti alla respinta con un destro dal limite.
Ma il tempo scorre e lo spettro di una sconfitta prende corpo. L’ultima palla buona capita nel recupero a Reginaldo, che però da pochi passi calcia malamente oltre la traversa.
Brutto errore e brutto epilogo di una serata da dimenticare per i colori rossazzurri.
CATANIA-PALERMO 0-1
Catania (3-4-3): Confente 6; Sales 5.5 (17′ st Rosaia 5.5), Giosa 5.5, Silvestri 6; Calapai 5.5 (33′ st Albertini sv), Dall’Oglio 5, Welbeck 5 (17′ st Di Piazza 5), Pinto 5 (26′ st Manneh 6); Golfo 5 (33′ st Reginaldo sv), Sarao 5, Russotto 6.5. In panchina: Santurro, Claiton, Izco, Maldonado, Volpe, Vrikkis. Allenatore: Raffaele 5
Palermo (3-4-3): Pelagotti 7; Somma 6.5, Palazzi 6 (35′ st Peretti sv), Marconi 4.5; Accardi 6.5, De Rose 6, Luperini 7, Valente 5.5 (9′ st Crivello 7); Silipo 6 (9′ st Santana 7), Lucca 6, Floriano 5.5 (17′ st Broh 5.5). In panchina: Fallani, Maragon, Martin, Rauti. Allenatore: Filippi 7.5
Arbitro: Marcenaro di Genova 5.5
Rete: 16′ st Santana
Note: Espulso al 35′ pt Marconi per doppia ammonizione. Ammoniti Marconi, Sarao, Sales, Pinto, Santana, Palagotti, Accardi. Angoli 9-1 per il Catania. Recupero: 2′; 5′.
 

scroll to top