Un sacrario per i medici uccisi dal Covid

I nomi dei cinque catanesi
di Nuccio Sciacca
. L’inaugurazione a Palermo. Il ruolo di Ozpetek e Mogol, il messaggio di Mattarella FOTO

Un sacrario per i medici uccisi dal Covid

La sede dell’Ordine dei medici di Palermo, Villa Magnisi, ospita da ieri un sacrario in memoria dei medici morti in difesa dei propri pazienti. La cerimonia è avvenuta in occasione della prima edizione della giornata nazionale dei professionisti sanitari, sociosanitari, socioassistenziali e del volontariato.

Una ricorrenza nuova nel calendario delle celebrazioni istituzionali del nostro Paese, istituita dalla legge 155 del 13 novembre 2020 “per onorarne il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio nel corso della pandemia”.

“Questa giornata – spiega il presidente dell’Ordine dei medici di Catania, Igo La Mantia, che nel suo intervento ha ricordato i cinque medici catanesi (Giuseppe Vasta, Giuseppe Patanè, Giuseppe Galvagno, Catino Mormina e Bruno De Luca) caduti nel 2020 – nasce anche grazie all’ iniziativa del regista Ferzan Ozpetek e del musicista Mogol”.

“I due artisti – continua La Mantia – hanno lavorato a questo progetto insieme alla nostra Federazione nazionale degli Ordini dei medici e odontoiatri a cui anche il presidente della Repubblica Mattarella ha inviato un messaggio di solidarietà”.

“La prima Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato – scrive Mattarella – costituisce una importante occasione per rinnovare la più profonda riconoscenza del Paese verso tutti coloro che con professionalità e abnegazione si sono trovati, e tuttora si trovano, in prima linea nel fronteggiare l’emergenza pandemica che, a distanza di poco più di un anno dalla sua comparsa, ancora ci affligge”.


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