La bimba di Palermo è morta per asfissia

Arriva la conferma dall’autopsia. Il garante per la privacy blocca Tik Tok

La bimba di Palermo è morta per asfissia

PALERMO – E’ morta per asfissia la bambina palermitana di 10 anni arrivata in condizioni gravissime giovedì all’ospedale dei Bambini dopo che si era stretta una cintura al collo per partecipare a una sfida sul social Tik Tok. Lo ha stabilito, confermando le prime ipotesi, l’autopsia, disposta dalla Procura che sulla vicenda ha aperto un’inchiesta.

Il padre l’ha trovata in bagno con la cintura dell’accappatoio stretta al collo e allacciata al termosifone. Per la piccola è stata dichiarata la morte cerebrale: i genitori hanno donato gli organi.

L’assurda sfida prevedeva che vincesse chi resisteva di più. La bambina aveva diversi profili social (su Fb, YouTube e Tik-Tok) e un cellulare su cui avrebbe dovuto postare il video della gara. Gli inquirenti stanno tentando di sbloccare il codice di accesso del telefonino che nessuno dei familiari conosce.

Dall’analisi dell’apparecchio si potrebbe capire se qualcuno abbia incitato la bambina a partecipare al gioco e qualora avesse realizzato un video prima di morire si potrebbero ricostruire gli ultimi istanti di vita della piccola.

Intanto il garante per la protezione dei dati personali “ha disposto nei confronti di Tik Tok il blocco immediato dell’uso dei dati degli utenti per i quali non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica”. Lo annuncia l’Autorità, che “ha deciso di intervenire in via d’urgenza a seguito della terribile vicenda della bambina di 10 anni di Palermo”.

“Il garante già a dicembre aveva contestato a Tik Tok una serie di violazioni: scarsa attenzione alla tutela dei minori; facilità con la quale è aggirabile il divieto, previsto dalla stessa piattaforma, di iscriversi per i minori sotto i 13 anni; poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti; uso di impostazioni predefinite non rispettose della privacy”.

“In attesa di ricevere il riscontro richiesto con l’atto di contestazione, l’Autorità ha deciso comunque l’ulteriore intervento odierno al fine di assicurare immediata tutela ai minori iscritti al social network presenti in Italia. L’Autorità – si spiega ancora – ha dunque vietato a Tik Tok l’ulteriore trattamento dei dati degli utenti “per i quali non vi sia assoluta certezza dell’età e, conseguentemente, del rispetto delle disposizioni collegate al requisito anagrafico”.

Il divieto “durerà per il momento fino al 15 febbraio, data entro la quale il Garante si è riservato ulteriori valutazioni. Il provvedimento di blocco – conclude la nota – verrà portato all’attenzione dell’Autorità irlandese, considerato che recentemente Tik Tok ha comunicato di avere fissato il proprio stabilimento principale in Irlanda”.

Un portavoce di Tik Tok ha replicato così: “Abbiamo ricevuto e stiamo analizzando l’informativa. La privacy e la sicurezza sono una priorità assoluta per Tik Tok e lavoriamo costantemente per rafforzare le nostre policy, i nostri processi e le nostre tecnologie per proteggere tutta la nostra community e i nostri utenti più giovani in particolare”.


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