“Zona rossa una decisione sofferta, nuove restrizioni se non funzionerà”

Musumeci a Catania: “Valuteremo i dati tra due settimane, pronto a chiudere tutte le scuole”. Razza: “Nessuna misura spropositata, il Cts regionale lo aveva anticipato” VIDEO

“Zona rossa una decisione sofferta, nuove restrizioni se non funzionerà”

Conferenza stampa del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al PalaRegione di Catania. Tanti i temi sul tavolo, affrontati anche con Gaetano Armao, vicepresidente della Regione e assessore all’Economia, e gli assessori alla Salute, Ruggero Razza e all’Istruzione, Roberto Lagalla. Al centro dell’incontro l’istituzione della “zona rossa” in Sicilia e l’accordo Stato-Regione sul ripiano del disavanzo finanziario.

Il governatore Musumeci ha esordito illustrando l’accordo finanziario con lo Stato: “Nel novembre 2019 in una seduta del Cdm chiesi al premier Conte di sottoscrivere un accordo che potesse mettere ordine ai conti della Regione. La Corte dei Conti aveva sollevato tante questioni, tra queste un disavanzo di quasi due miliardi di euro determinato da decenni di “allegra” gestione delle finanze pubbliche e disordine contabile”.

“Appena insediati abbiamo dovuto prendere atto di questa triste realtà. Per tutto il 2020 siamo rimasti bloccati per la pandemia, adesso abbiamo definito un accordo che ci chiama a fare ulteriori sacrifici. Paghiamo per responsabilità non nostre, ma finalmente riusciamo a mettere ordine nei conti della Regione, ne godrà chi verrà dopo, come diceva Piersanti Mattarella troverà una Regione ‘coi conti in regola’. Dovremo fare tagli, mettere ordine nelle partecipate, ridurre alcuni costi consolidati”, ha aggiunto Musumeci.

“Istituire la zona rossa in Sicilia è stata una decisione sofferta e a lungo meditata, non è stata dettata da spinte emotive. Anche il ministro Speranza si è reso conto che dichiarare tutta l’Isola zona rossa era l’unico rimedio. Le misure restrittive del governo centrale sono più morbide e noi le abbiamo inasprite. Non sappiamo quali saranno i risultati – ha detto ancora Musumeci -. Valuteremo tra due settimane, poi faremo i conti. Se i risultati non saranno soddisfacenti, pronti a ulteriori restrizioni e proroga della zona rossa. Pronto in caso a chiudere tutte le scuole, anche se allo stato attuale non sono le scuole il focolaio di infezione”.

“Se le ordinanze non vengono osservate, però, se nessuno controlla e sanziona, non servono a nulla. Il mio appello lo rivolgo ai prefetti per fare rispettare le regole. Pochi incoscienti costringono a fare sacrifici economici e sociali ai tanti che hanno senso di responsabilità – ha detto il governatore -. Tanto si sa, qualunque decisione si prenda, in questa terra pirandelliana, c’è  ‘chi la vuole cotta e chi la vuole cruda’. Siamo una delle regioni con il più alto numero di contagi, ma siamo anche una di quelle che ha fatto un’ottima campagna di vaccinazione e che ha utilizzato già tutte le dosi”.

“Se continuiamo a usare l’aspirina anziché il bisturi però ci ritroveremo in primavera ad essere ancora chiusi. I dati sono preoccupanti, o ne prendiamo atto, tutti, o si perde il senso della ragione e della solidarietà. Qui l’unico desiderio che diventa diritto è evitare che la gente muoia. Basta dichiarazioni strampalate servono confronto, collaborazione e umiltà, e non servono le polemiche”, ha concluso Musumeci.

“Le proposte recepite dalla cabina di regia nazionale sono nate da una valutazione anticipata dal nostro Cts, che evidenziava una costante crescita dei contagi e quindi proponeva la zona rossa – ha detto l’assessore alla Salute Razza -. Qualcuno ha ritenuto sproporzionata la richiesta alla zona rossa, ma le ultime giornate sono state molto critiche. Si segnala il superamento della soglia di sicurezza del contact tracing, 250 casi per 100.000 abitanti, tutti i distretti regionali hanno superato questa soglia”.

“Al momento resta sotto la soglia d’allerta la rete ospedaliera, del 30% la terapia intensiva, del 40% quella della degenza ordinaria. Avevamo il dovere di proteggere il sistema sanitario e proteggere nello stesso tempo anche la campagna vaccinale. Negli ultimi mesi sono state garantite le cure a chi non è malato di Covid e dobbiamo ancora continuare a garantirle, così come tutte le attività ordinarie. I risultati ottenuti nelle zone rosse finora sono stati soddisfacenti, più che in quelle arancioni”.

“Abbiamo dovuto quasi sospendere in alcune province la campagna vaccinale per garantire i richiami – ha aggiunto Razza – . Siamo partiti con un veloce sprint, poi abbiamo fatto magazzino per i richiami per prudenza. Ho dovuto dare indicazione nelle scorse ore, fino a quando lunedì non ci sarà chiarezza da parte di Arcuri, di sospendere le attività dove il magazzino non è adeguato alle esigenze perché non possiamo permetterci di non avere le dosi di richiamo. Nelle province in cui non ci sono le dosi per i richiami valuteremo di sospendere la prime inoculazione. Lunedì ci confronteremo con lo Stato dopo che l’azienda ha spiegato che la riduzione è dovuta a una ristrutturazione che le permetterà una maggiore produzione”.

“Il mio interesse è fare ripartire la scuola, ma in sicurezza – ha detto l’assessore all’Istruzione Lagalla -. Il governo regionale ha dimostrato responsabilità e cautela, muovendosi coi dati nazionali e regionali. La settimana di chiusura che si è appena conclusa è stata fondamentale perché coincideva col periodo di massima incidenza dei contagi maturati nel periodo natalizio, era stata suggerita dalla task force nazionale e dal Cts regionale”.

“Abbiamo chiuso una settimana e istituito il monitoraggio sanitario dei ragazzi fino ai 14 anni e del corpo docente di elementari e medie. I dati della prima giornata di screening (giovedì) con 14.385 test effettuati in tutta la Sicilia, registrano solo 48 positivi, l’ 0,33%, con i numeri più bassi ad Agrigento e i più alti a Catania (0,6%). In pratica, gli stessi dati di prima delle festività natalizie. Screening troppo tardi? No, i campionamenti vanno fatti nell’imminenza dell’ingresso a scuola”.

“In un anno abbiamo definito molti accordi con lo Stato, non sono regali, ma il riconoscimento di diritti che derivano dall’autonomia speciale – ha detto l’assessore all’Economia Armao sull’accordo Stato-Regione sul disavanzo -. Qualcuno ci accusato di essere in ritardo, am non è così. Il disavanzo è una manifestazione di disordine, con l’accordo possiamo spalmarlo in 10 anni e avere un’esenzione per quest’anno. Si liberano dal bilancio 2021 ben 400 milioni di euro”.

“E’ una manovra virtuosa, siamo l’unica regione che ha ottenuto questa deroga perché sta facendo bene, lo dicono anche le società di rating. Dobbiamo però fare dei percorsi virtuosi: liquidazione e riduzione delle partecipate (per esempio il passaggio di Riscossione Sicilia allo Stato), riduzione dei trasferimenti all’Ars, migliorare la spesa del personale, incremento dello smart working”.

 


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