Nuovo arresto per il carceriere di Di Matteo

Trapani. Costa aveva già scontato 20 anni per mafia. Il piccolo fu sciolto nell’acido per vendetta

Nuovo arresto per il carceriere di Di Matteo

PALERMO – E’ stato nuovamente arrestato dai Carabinieri di Trapani e dal personale della Dia con l’accusa di associazione mafiosa Giuseppe Costa, uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo che aveva già scontato venti anni di reclusione per il sequestro e l’uccisione del figlio dodicenne del pentito Mario Santo. Gli investigatori hanno anche perquisito l’abitazione di Costa, in località Purgatorio di Custonaci, dove lo stesso aveva realizzato in muratura la ‘cella’ che era servita per tenere segregato il bambino, poi barbaramente ucciso e sciolto nell’acido su ordine di Giovanni Brusca.

La nuova ordinanza è stata emessa dalla Direzione distrettuale antimafia. Costa, per il sequestro Di Matteo, è stato arrestato ed è rimasto in carcere dal 1997 al 2007, periodo durante il quale ha ricevuto il sostegno economico delle famiglie mafiose senza mai collaborare con gli inquirenti.

Giuseppe Costa è indagato insieme ai boss Pietro e Francesco Virga, Francesco Peralta, Antonino Buzzitta e Giuseppe Piccione, già detenuti. Subito dopo la scarcerazione, secondo le indagini coordinate dalla Dda di Palermo, ha ripreso i rapporti con i vertici dei mandamenti mafiosi di Trapani e Mazara del Vallo.

Costa fu testimone dell’arrivo del ragazzino, che giunse nella sua abitazione di Custonaci chiuso nel portabagagli di un’auto e incappucciato. Secondo i pm, avrebbe partecipato alla “mobilitazione mafiosa” per le elezioni regionali dell’autunno del 2017. Le famiglie mafiose di Trapani e Marsala si erano interessate a procurare voti in particolare in favore della candidata, poi non eletta, Ivana Inferrera. La donna, già processata, è stata però assolta.

Costa, poi, avrebbe tutelato gli interessi di Cosa Nostra nella Calcestruzzi Barone s.r.l. di San Vito Lo Capo, risultata sotto l’influenza mafiosa delle famiglie Virga e Mazara, ditta a cui era stato richiesto di fornire una parte dei proventi ai clan. L’arrestato, inoltre, si sarebbe occupato di recuperare crediti per conto dell’esponente mafioso trapanese Antonino Buzzitta


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