Vaccino Covid, via libera in Gran Bretagna

Il siero della Pfizer-BioNTech che sarà disponibile nel Paese a partire dalla prossima settimana

ROMA – Nella corsa al vaccino anti-Covid la Gran Bretagna brucia i tempi ed approva, primo Paese al mondo, il siero della Pfizer-BioNTech che sarà disponibile nel Paese a partire dalla prossima settimana. Ma anche l’Italia avvia la macchina che porterà alla più grande campagna di vaccinazione mai attuata con la presentazione, oggi in Parlamento, del Piano per i vaccini Covid da parte del ministro della Salute Roberto Speranza. Un piano strategico che si basa, innanzitutto, su un principio di assoluta eguaglianza: l’acquisto del vaccino è infatti centralizzato e verrà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani.
La prima che partirà con le immunizzazioni sarà proprio la Gran Bretagna, con la priorità agli anziani delle case di riposo e al personale medico. Ma anche se l’agenzia indipendente di controllo e regolazione dei farmaci inglese (Mrha) ha assicurato che l’approvazione del farmaco è avvenuta nel rispetto delle più scrupolose verifiche scientifiche e “senza prendere scorciatoie”, le critiche non sono mancate.
A partire dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema), incaricata di approvare i vaccini Covid-19 per l’Unione Europea, che ha affermato che la sua procedura di approvazione è più lunga e più appropriata in quanto si basa su più prove e richiede più controlli rispetto alla procedura di emergenza scelta dalla Gran Bretagna. Definisce invece quello inglese un “passo sostanzialmente politico non privo di rischi” Guido Rasi, fino a pochi giorni fa alla guida dell’Ema. Non solo la Gran Bretagna.
Il leader russo Putin ha chiesto di iniziare la vaccinazione su larga scala alla fine della prossima settimana ed anche la Turchia prevede l’avvio delle vaccinazioni dal prossimo 11 dicembre, partendo con 20 milioni di dosi del vaccino cinese Sinovac. Intanto, sempre l’Ema ha avviato una revisione continua del vaccino di Janssen-Cilag, azienda del gruppo Johnson & Johnson.
E’ il quarto, dopo quelli di Astrazeneca, Pfizer e Moderna, per cui viene avviato il cosiddetto iter accelerato di ‘rolling review’. Sul fronte italiano, Speranza ha oggi illustrato – prima al Senato e poi alla Camera – quelli che ha definito gli “assi portanti” del Piano per i vaccini Covid.
L’Italia ha opzionato 202.573.000 dosi di vaccino, che rappresenterebbero una dotazione sufficientemente ampia per poter potenzialmente vaccinare tutta la popolazione e conservare delle scorte di sicurezza. Le prime dosi saranno disponibili da gennaio e le due aziende Pfizer e Moderna – per i cui vaccini il via libera Ema è atteso rispettivamente per il 29 dicembre e il 12 gennaio – nel primo trimestre del 2021 dovrebbero fornire all’Italia 8,749 milioni di dosi e 1.346.000 dosi. Si partirà con la vaccinazione di tre categorie prioritarie (personale sanitario, personale e residenti delle Rsa, anziani) e si procederà con il personale dei servizi essenziali come gli insegnanti e il personale scolastico, le Forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità.
La vaccinazione su larga scala, cuore della campagna vaccinale, sarà tra la prossima primavera e l’estate. Il dibattito però resta aperto se includere gli studenti tra i primi che saranno vaccinati: “una riflessione che si sta facendo in Parlamento”, ha affermato il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. La scuola “è sicuramente un comparto in cima alle priorità”, ha commentato anche il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo. Ed ancora: per la distribuzione dei vaccini saranno coinvolte le Forze armate.
Nella fase iniziale, l’immunizzazione avverrà negli ospedali o in unità mobili. Poi, saranno gradualmente coinvolti anche medici di famiglia e pediatri, e si pensa a spazi ampi per l’immunizzazione come palestre o stadi. Ventimila gli operatori che saranno messi in campo per questa mega campagna vaccinale, tra medici, infermieri, operatori sanitari. Ma si punta a coinvolgere pure gli specializzandi in Medicina. Previsti, inoltre, sistemi informativi ad hoc e un programma di farmacosorveglianza per assicurare il massimo livello di sicurezza nel corso della campagna.

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