I nodi di Natale: mobilità e coprifuoco

Confronto tra le Regioni in vista del prossimo Dpcm. Musumeci favorevole ai rientri in Sicilia con tampone effettuato entro le 72 ore prima

I nodi di Natale: mobilità e coprifuoco

Comincia oggi il confronto tra i presidenti di Regione per cercare una linea comune in vista del Dpcm di Natale che detterà le regole valide sino a fine anno. Sul tavolo alcuni nodi cruciali.

“Iniziamo il confronto con il governo per valutare misure che da un lato rendano possibile di fare attività per le regioni che sono in zona gialla, ma dovremo cercare misure che evitino il tana libera tutti: per il periodo natalizio è necessario limitare gli spostamenti”, ha detto Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni. “Se da gennaio ci saranno le prime dosi di vaccino – ha detto – dovremmo arrivare alla prossima estate a vedere la luce in fondo al tunnel. Adesso dobbiamo evitare che a gennaio e febbraio si torni a cosa abbiamo vissuto in questi mesi”.

Terreno di scontro sarà la mobilità tra regioni. Il governo sta pensando a un divieto di spostamento a partire da un giorno non ancora fissato a ridosso di Natale. Potrebbe essere il 19, il 21 o anche il 16 (meno probabile), per consentire a un certo numero di persone di tornare a casa o dai parenti stretti per le feste prima della chiusura delle frontiere interne.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, sarebbe favorevole al rientro dei siciliani, senza alcuna limitazione temporale, che al momento si trovano fuori dall’Isola.  L’ipotesi avanzata sarebbe quella di permettere il rientro con un tampone effettuato entro le 72 ore prima.

Altra trattativa riguarderà i ristoranti aperti anche di sera a Natale e Santo Stefano e magari anche gli altri giorni clou. Un’idea che fa a pugni con il coprifuoco fissato alle 22 e con la chiusura dei locali alle 18, limiti che il governo sembra deciso a mantenere per tutte le festività. Sulle cene fuori durante le feste potrebbe accendersi lo scontro con il governo, rappresentato in primis dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. Il prolungamento dell’orario dei ristoranti cozza contro la difesa del principio del coprifuoco alle 22, “che ha funzionato per ridurre i contagi, e dovranno passare sul mio corpo per posticiparlo”, riferiscono che abbia detto Boccia.

I nodi del ‘tutti a casa’ e della ristorazione si intrecciano con gli orari dei negozi, destinati invece ad allungarsi fino a due o tre ore da mezzanotte. E arriva anche l’ultima proposta al governo da parte degli assessori delle Regioni alpine (Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta) per salvare lo sci a Natale: concedere skipass solo a chi pernotta in albergo e a chi ha le seconde case.

Resta poi il nodo della scuola, con l’intenzione di riaprire il grosso delle classi dopo la Befana, ma senza ancora escludere la possibilità di sospendere o ridurre in percentuale la didattica a distanza per le scuole superiori già a dicembre. Su quest’ultima ipotesi i governatori sembrano abbastanza compattamente contrari, con l’eccezione pesante di Stefano Bonaccini dell’Emilia Romagna, presidente della Conferenza delle Regioni.


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