Giampilieri, la storia non insegna

di Tonino Demana. Alluvione ricordata solo a parole: torrente trasformato in una giungla. E la prevenzione?

Giampilieri, la storia non insegna

MESSINA – Già il nome dovrebbe bastare. E se non basta significa che in molti hanno la memoria corta. Perché sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Giampilieri, colpita a morte dall’alluvione del 1° ottobre 2009, conserva le ferite di un passato che non potrà mai essere cancellato per la scia di morte che si è portato dietro. Decine di morti, centinaia di feriti e diversi dispersi, che ancor peggio, non potranno mai essere pianti su una tomba meritano rispetto e non manifestazioni di circostanza, specie nel giorno degli anniversari


Ecco perché le foto che pubblichiamo rappresentano un pugno nello stomaco per quanti hanno vissuto quel drammatico evento calamitoso che in poche ore di pioggia ha cambiato la vita ed i luoghi di questa vallata nell’estrema zona sud di Messina. Affinché tutto ciò non si ripeta sono stati spesi milioni di euro per la messa in sicurezza dei costoni di Giampilieri Superiore e per la regimentazione delle acque. Ma la prevenzione non abita qui.

Basta osservare la rigogliosa vegetazione spontanea nel torrente Giampilieri che in alcuni punti sfiora persino il ponte. Canne nell’alveo che di certo in caso di intense precipitazioni ostacolerebbero il percorso dell’acqua che difficilmente troverebbe sbocco verso il mare. Ovviamente le stesse canne, rompendosi, andrebbero a provocare il famoso “tappo” con il conseguente straripamento nelle campagne circostanti o nella Sp 33.

Il torrente in questione è proprio di fronte all’Istituto comprensivo dedicato alla memoria di Pasquale Simone Neri, il sottocapo della marina medaglia d’oro al valor civile per aver salvato diverse vite umane prima di perdere la sua travolto da acqua e fango. Non certo il modo migliore per conservare la sua memoria…

DISCARICA SEQUESTRATA, NIENTE BONIFICA A MILI
Prevenzione questa sconosciuta oppure sbandierata soltanto a parole, altro caso emblematico a Mili, dove una discarica abusiva di scarti edili, peraltro sequestrata, non consente al Comune di Messina di effettuare interventi di bonifica.

Sembra paradossale ma la burocrazia prevale persino sugli interessi della collettività. In più di un’occasione l’assessore comunale alla Protezione civile, Massimiliano Minutoli, ha sollecitato il dissequestro dell’area, ma il tempo passa e la montagna di inerti resta al centro del torrente. Da queste parti tutto scorre, tranne l’acqua…


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