La lastra di Catania finisce in Parlamento

Si era staccata dalla parete del tribunale e aveva colpito l’avvocatessa di Salvini. Bonafede in aula: “Ammaloramento del collante”

La lastra di Catania finisce in Parlamento

ROMA – “Con riferimento a quanto accaduto lo scorso 3 ottobre nella sede del tribunale di Catania, ho provveduto a disporre immediati accertamenti sui luoghi per verificare le cause del distacco della lastra di marmo nell’aula in questione. In base ai primi accertamenti effettuati, emerge che il cedimento della lastra di marmo posta a rivestimento della colonna centrale lato nord dell’aula sia da imputare alla perdita di aderenza, dovuta all’ammaloramento del collante, fra lastra e muratura”.

Nel corso del question time alla Camera il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha fatto riferimento all’incidente occorso pochi giorni fa all’avvocato e parlamentare Giulia Bongiorno all’interno del tribunale di Catania.

“Dalla relativa relazione tecnica è emerso che durante i numerosi sopralluoghi effettuati sin dal febbraio scorso – ha spiegato ancora il guardasigilli – le ditte incaricate dal Demanio per la verifica sismica, tecnologica e impiantistica degli uffici di Catania ‘non hanno evidenziato alcuna criticità relativamente le lastre di marmo che foderano le murature dell’edificio’, né nel Documento di Valutazione dei Rischi del marzo scorso e successivi aggiornamenti era stato riportato alcunché in proposito. Pertanto nessuna segnalazione specifica risulta essere pervenuta al ministero sulla precarietà di tali istallazioni di marmo. In ogni caso, sono state immediatamente avviate le operazioni di messa in sicurezza e sono in corso ulteriori approfondimenti sull’accaduto, come sempre viene fatto in circostanze analoghe. Comunico infine – ha sottolineato il ministro – che gli importi delle spese relative all’edilizia giudiziaria a Catania, di competenza del ministero della Giustizia, dal 2017 ammontano a oltre 3 milioni e mezzo di euro (3.757.000,00)”.


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