Rivolta dei migranti nel centro accoglienza

Agrigento. Dopo un mese di quarantena vorrebbero abbandonare la struttura, ma alcuni di loro sono ancora positivi al Covid: tre agenti feriti, ospiti trasferiti VIDEO

Rivolta dei migranti nel centro accoglienza

Nuova rivolta con fuga di migranti da un centro di accoglienza. Un gruppetto di 6 persone è riuscito ad allontanarsi calandosi dal primo piano della struttura del Villaggio Mosè ad Agrigento.

Ci sono riusciti – quando avrebbero dovuto stare in quarantena anti-Covid – mentre altri extracomunitari, tunisini per la maggior parte, davano vita ad una sommossa con lancio di estintori, reti dei letti, parti di finestre mandate in frantumi, pietre e quant’altro avevano sotto mano. Hanno anche appiccato degli incendi a diversi materassi che sono stati lanciati contro i poliziotti in servizio di sorveglianza nel piazzale antistante alla palazzina di viale Cannatello.

Tre agenti del reparto Mobile di Palermo sono rimasti feriti. In serata, il prefetto di Agrigento ha poi disposto la chiusura della struttura e il trasferimento di tutti gli ospiti in un altro centro.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha parlato di “aggressioni intollerabili” nei confronti di chi, “in questa difficile situazione, sta operando con dedizione e professionalità anche sul fronte della gestione del fenomeno migratorio per garantire la sicurezza dei cittadini”.

Ma Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione sindacale della polizia di Stato, osserva: “La situazione attuale in tante zone del territorio italiano dovrebbe costringere a rivedere completamente i sistemi di sorveglianza in queste strutture che sono ‘bombe ad orologeria’ sul piano anzitutto sanitario, considerata l’emergenza coronavirus, ma anche sociale e dell’ordine e sicurezza pubblica . La politica dell’immigrazione compete a chi ci governa, ma non è ammissibile fingere di poterla sostenere a prezzo della salute degli operatori in divisa. I migranti rifiutano di rimanere in quarantena. Le rivolte e le fughe di massa sono continue e noi – aggiunge il sindacalista – non siamo numericamente in grado di affrontarle, né abbiamo protocolli chiari”.

Appena poche ore prima, sempre in una struttura d’accoglienza di Agrigento, un tunisino ha accoltellato un bengalese ed è scappato. Il ferito, portato in ospedale dove gli sono stati applicati 40 punti di sutura ad un braccio e al petto, è riuscito, anche lui, ad allontanarsi e a far perdere le proprie tracce. A protestare, durante la notte, gli esercenti che lavorano lungo viale Cannatello, nei pressi del centro. “È da quattro mesi che lavoriamo pochissimo, non è giusto continuare a dire che se ne andranno, perché non è così. C’è piuttosto un andirivieni – sottolinea la veterinaria Leila Li Causi – . Non siamo razzisti, ma non abbiamo più pazienza. Sono italiana e voglio poter continuare a lavorare”.

“Sono mesi che segnaliamo alla Prefettura che il centro di accoglienza si trova in una zona dove non dovrebbe perché ad alta densità commerciale. Ora basta. Il lancio di oggetti dai balconi è avvenuto altre volte mentre sotto passavano le persone – sbotta il sindaco uscente di Agrigento, Lillo Firetto, che è in corsa per il ballottaggio alle elezioni – Forse ho alzato troppo poco la voce, ora rappresenterò in forma ancora più energica lo stato di sofferenza che stanno vivendo le attività commerciali”.


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