Catania, 1.000 posti in più all’Università

L’ateneo riapre le immatricolazioni per 16 corsi di laurea a numero programmato. Nel primo semestre lezioni in modalità mista

Catania, 1.000 posti in più all’Università

CATANIA – L’università di Catania, per rispondere a una forte richiesta di immatricolazioni dal territorio, ha creato 1.000 posti in più per i corsi di laurea a numero programmato locale, in tutto sedici, ed organizzato una modalità ‘mista’, in presenza e a distanza, per la frequenza delle lezioni e lo svolgimento delle altre attività didattiche nel primo semestre del nuovo Anno Accademico.

“Stiamo assistendo – dice il rettore Francesco Priolo – ad un vero e proprio ‘boom’ di domande d’immatricolazione, un fenomeno che si spiega certamente con la minore propensione agli spostamenti a causa dell’emergenza Covid, ma soprattutto, a nostro avviso, con il lavoro puntuale e certosino che è stato fatto nell’ultimo anno e con il vantaggio competitivo acquisito durante il lockdown. Stiamo insomma riguadagnando, con i fatti e con una migliore capacità di comunicare, un’immagine credibile e affidabile che ci permette di contare nuovamente sulla fiducia dei giovani e delle loro famiglie”.

“Per questa ragione – prosegue il rettore – l’università fa sin da subito un ulteriore sforzo, ampliando in corso d’opera il numero di posti a disposizione per l’accesso al primo anno dei corsi di studio a numero programmato locale: ai 5.232 che avevamo bandito siamo in grado di aggiungerne 1.000 posti complessivi che ci permetteranno di accogliere un significativo numero di studenti che altrimenti non sarebbero rientrati nelle posizioni utili delle graduatorie dei vari corsi”.

“Per regolamentare l’erogazione della didattica nel prossimo semestre – conclude il rettore di Catania – adotteremo una modalità mista per garantire a tutti gli studenti pari opportunità di frequenza in presenza e di frequenza a distanza delle lezioni attraverso un sistema di prenotazione dei posti integrato nel Portale Studenti, facendo leva su un’ottimale organizzazione dei calendari di lezione e sul sistema di tracciamento e riempimento delle aule”.


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