‘Musumeci parla di campi concentramento? Lui ha l’assessore esperto di nazismo’

Durissima replica del ministro Provenzano alle dichiarazioni del governatore su Roma e i migranti VIDEO

‘Musumeci parla di campi concentramento? Lui ha l’assessore esperto di nazismo’

“Invece di rispondere con atti concreti sull’emergenza immigrazione, il governo centrale trova la soluzione: creiamo campi di concentramento, che chiamano tendopoli in un deposito militare a Vizzini, abbandonato da anni. Ci troviamo con tende che ci ricordano luoghi e scene da dimenticare assolutamente”. Sceglie toni molto duri il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, in conferenza stampa a Catania per difendere l’ordinanza di sgombero degli hotspot e dei centri di accoglienza.

Un intervento che scatena la dura replica del ministro per il Sud Giuseppe Provenzano: “Musumeci ha parlato di un governo che vorrebbe aprire campi di concentramento: si informi con il suo assessore esperto di nazifascismo di cosa si tratta, e misuri le parole”. Il riferimento è ad Alberto Samonà, assessore regionale ai Beni culturali travolto settimane fa dalla polemica su una sua poesia inneggiante alle Ss naziste.

“‪Il presidente – continua Provenzano – ha il dovere di governare la Regione non di aprire scontri istituzionali con lo Stato. Di servire la Sicilia e i siciliani (assicurando un numero di tamponi adeguato e facendo rispettare i protocolli di sicurezza), non di servirsene per fornire argomenti alla bieca campagna elettorale di Salvini nelle altre Regioni. Se vorrà affrontare i problemi, invece di strumentalizzarli utilizzando gli ultimi per alimentare la sua polemica politica, troverà il Viminale in prima linea impegnato a gestire in sicurezza la difficile situazione di Lampedusa”.

Il governatore in conferenza snocciola i numeri sugli sbarchi in Sicilia: “Sono impressionanti: solo a luglio sono arrivati 7.067 migranti; a metà agosto, oltre 3 mila arrivi. Lo scorso anno nell’intero mese di agosto i migranti sono stati in totale 1.268; a luglio, 1.088”.

“Da parte nostra – prosegue il governatore – non c’è alcuna volontà di scontro con lo Stato centrale anche perché lo Stato siamo noi: Regione, comuni, ex province. Dal governo centrale ci attendiamo lo stesso rispetto, che abbiamo noi per le istituzioni: ad atteggiamenti improntati ad arroganza, sufficienza, superficialità o peggio ancora ai silenzi che servono a far perdere tempo per neutralizzare gli effetti del problema, noi rispondiamo con assoluta fermezza”.

“Sono soggetto attuatore per l’emergenza Covid-19: ho il diritto e dovere di agire per ciò che avviene dentro e fuori gli hotspot? A meno che non siano zona franca, come le ambasciate. Noi ci stiamo occupando di emergenza sanitaria, non di migranti. Non ci interessa chi c’è li dentro, ma le condizioni in cui stanno queste persone. Se la competenza sanitaria è dello Stato, allora lo Stato è fuorilegge. Non c’è alcun pregiudizio di carattere politico, abbiamo rivendicato il diritto sacrosanto di tutelare la salute dei siciliani, di chi si trova in Sicilia, alcuni milioni di turisti e di quelle persone che vengono reclutate, concentrate e ammassate negli hotspot e nei centri di accoglienza, meglio identificati come migranti”.

“Il governo centrale – aggiunge Musumeci – la smetta di mostrare i muscoli e faccia il proprio dovere, che finora non ha fatto del tutto. Noi andremo avanti. No a un politica di bassa cucina e alla campagna elettorale su questa materia. Ho il dovere di tutelare la salute della gente che sta sull’isola. Il segretario del Pd condivide la superficialità con cui è stata avviata la strategia immigrazione, il ministro degli Esteri critica e dice che non c’è una strategia: è chiaro che non solo noi abbiamo avuto la netta percezione che il governo centrale sia impreparato ma anche all’interno della maggioranza”.

“Aspettiamo la mezzanotte: se i soggetti che sono chiamati a dare attuazione alla mia ordinanza non dovessero farlo a noi rimane solo una strada: rivolgerci alla magistratura. Ci troveremmo di fronte a una palese omissione, con tutto quello che determinerebbe in un contesto di epidemia. Se il governo dovesse impugnare l’ordinanza, fino ad ora non l’ha fatto, faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune. Se invece il governo dovesse venire incontro alla nostra legittima richiesta può chiederci 2-5-8 giorni di tempo per ricollocare i migranti e mettere i sigilli negli hotspot e in tutti centri di accoglienza (se non lo fa lo faremo noi) dell’isola con buona pace di un certo buonismo ipocrita: cosi chiudiamo una pagina indecorosa, perché la gente non ne può più”.

Con un post su Facebook, il presidente della Regione Sicilia in mattinata aveva scritto: “C’è chi parla di codicilli, di ordinanza legittima o nulla. Intanto, la notte scorsa si sono confermati 58 positivi a Lampedusa. E altri tamponi arriveranno in giornata per l’esito, al secondo controllo che ho disposto. Ulteriore dimostrazione che la mia ordinanza interviene su materia sanitaria e non sulla politica migratoria. Dal Viminale attendiamo risposte, non altro”.

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, dal canto suo ha spiegato che una task force della Regione siciliana sta controllando le condizioni igienico-sanitarie negli hotspot e nei centri di accoglienza: “Verificheremo, come è stato fatto a Vizzini, che le strutture presentino le condizioni igienico-sanitarie necessarie. A Vizzini era stato immaginato di tenere in 18 metri quadri otto migranti su letti a castello. In tempo di una pandemia dichiarata dall’Oms era ed è una follia, anzi un modo per esporre a rischio di contagio che, mi permetto di dire, costituisce reato. Abbiamo al lavoro un gruppo di esperti per avere una situazione aggiornata sul numero di migranti e sulle loro condizioni di salute. La task force opererà a supporto di ogni tipo di iniziativa che intenderemo adottare”.


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