Porto Empedocle, no alla nave quarantena

Il sindaco Carmina replica al ministro Lamorgese: “Venga messa al largo di Lampedusa”. Caltanissetta, si cercano ancora 44 migranti

Porto Empedocle, no alla nave quarantena

PORTO EMPEDOCLE (AGRIGENTO) – Sono 320 i migranti che lasciandosi alle spalle la tensostruttura di Porto Empedocle sono partiti alla volta di centri d’accoglienza del Lazio. In mattinata, ne partiranno – secondo il piano di trasferimenti varato dalla Prefettura di Agrigento – gli altri: poco meno di 200 per il Piemonte. La tensostruttura della Protezione civile, allestita accanto alla banchina del porto e utilizzata come punto di raccolta dopo che i migranti vengono trasferiti da Lampedusa a Porto Empedocle, dovrebbe temporaneamente restare vuota.

Dalla struttura, ieri, c’era stata la fuga di poco meno di un centinaio di migranti. All’alba, dopo un’intera notte di ricerche e perlustrazioni da parte di polizia, carabinieri e Guardia di Finanza, erano state rintracciate poco più di una cinquantina di persone. Alcuni migranti in fuga sono tornati indietro spontaneamente: sono stati avvisati, al cellulare, da connazionali rimasti nella tensostruttura che era stato pianificato il loro trasferimento.

“No alla nave quarantena da mille posti ancorata davanti a Porto Empedocle. Venga messa al largo di Lampedusa così si evita il trasbordo con i traghetti di linea che mette in pericolo i viaggiatori e recano danno al turismo ed agli operatori del mercato del pesce che sono costretti a ritardare l’accesso nei mercati ittici”. Lo ha affermato il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, in merito a quanto annunciato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

“Per smistamenti e trasferimenti, i migranti vengano poi diretti verso le zone dove c’è disponibilità di posti per l’accoglienza – ha aggiunto -. Vorrei sapere dei 12.000 arrivati sino ad ora in Italia quanti ne siano passati dal nostro porto e quanti negli altri porti italiani? Ci vuole una equa ripartizione degli sbarchi. Io sono per i ponti aerei da Lampedusa e per una missione militare di pace che gestisca adeguatamente il fenomeno migratorio garantendo la sicurezza sanitaria. Come giustamente ha dichiarato il ministro Luigi Di Maio, che ringrazio per la solidarietà, evidenziando la gravità di quanto successo e l ‘esigenza prioritaria della tutela della salute pubblica anche nella gestione del fenomeno migratorio”.

FUGA A CALTANISSETTA: 44 MIGRANTI DA RINTRACCIARE.  Mancano all’appello 44 migranti dei 184 fuggiti domenica pomeriggio dal Cara di Pian del Lago di Caltanissetta, tutti di nazionalità tunisina. Le forze dell’ordine sono ancora impegnate nelle ricerche.

Il prefetto di Caltanissetta, Cosima Di Stani, ha fatto sapere che, relativamente al Covid-19, non c’è alcun rischio. “Non sussistono pericoli legati al Covid – ha detto il prefetto – in quanto i cittadini stranieri, già sottoposti al test sierologico con esito negativo al momento dello sbarco, sono stati sottoposti subito dopo l’ingresso nel Centro governativo di prima accoglienza di Caltanissetta al tampone rinofaringeo dall’Asp, anch’esso con esito negativo per tutti gli ospiti”. Il prefetto, d’intesa con le forze dell’ordine, ha disposto un’intensificazione dei controlli affinché il periodo di quarantena ancora in corso venga rispettato.


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