Palma di Montechiaro, svelati 2 omicidi

Faida tra famiglie per il furto di mezzi agricoli: fatta luce sulla morte di Rallo e Azzarello, uccisi nel 2015 e nel 2017. Nove arresti: I NOMI

Palma di Montechiaro, svelati 2 omicidi

AGRIGENTO – I carabinieri di Licata e i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento hanno eseguito una ordinanza cautelare nei confronti di 9 indagati emessa dal giudice per le indagini preliminari Stefano Zammuto su richiesta del procuratore Luigi Patronaggio e del sostituto Alessandra Russo, nell’ambito di una inchiesta che ha permesso di fare luce su due omicidi, quello di Enrico Rallo e di Salvatore Azzarello, avvenuti rispettivamente a Palma di Montechiaro (Ag) il 9 novembre 2015 e il 18 settembre 2017.

Delitti attribuibili a due gruppi familiari contrapposti, strutturati in due organizzazioni criminali distinte con disponibilità di armi e munizioni. Le indagini, particolarmente complesse, si sono avvalse “dell’uso di mezzi tecnici e della particolare conoscenza del territorio da parte della polizia giudiziaria” dicono gli investigatori. L’ordinanza cautelare ha permesso inoltre di disarticolare due clan familiari dediti a reati contro la persona e il patrimonio.

“Ci siamo riappropriati del controllo del territorio. La realtà di Palma di Montechiaro è una realtà molto complessa perché c’è una presenza di Cosa nostra, c’è una presenza di famiglie stiddare, ma è vero anche che esistono una serie di clan familiari che esistono con logiche paramafiose improntate alla vendetta”, ha detto il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio.

“C’è stato un furto di mezzi agricoli nel 2013. E’ scattata la prima vendetta, l’omicidio. Poi la seconda vendetta per vendicare il primo omicidio – ha sottolineato Patronaggio – e se oggi non fossimo intervenuti così pesantemente arrestando i presunti autori dei due omicidi e disarticolando le famiglie, arrestando favoreggiatori e persone che avevano disponibilità di armi e munizioni, questa catena non si sarebbe interrotta. Rubare un mezzo agricolo è una grande offesa in questi contesti, significa rubare il pane a chi lavora”.

Tre indagati sono finiti in carcere, due ai domiciliari e per gli altri 4 è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’omicidio all’illecita detenzione di armi, alla ricettazione al favoreggiamento personale.

In carcere sono finiti: Ignazio Rallo, 39 anni; Roberto Onolfo, 28 anni; Angelo Castronovo, 63 anni. Ai domiciliari: Pino Azzarello, 39 anni; Carmelo Pace, 58 anni. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Giacomo Alotto, Gaetano Gioacchino Burgio, Giuseppe Giganti e Giuseppe Rallo.


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