Fermo amministrativo per la Sea Watch

Ispezione della guardia costiera a Porto Empedocle: “Diverse irregolarità di natura tecnica e operativa”

Fermo amministrativo per la Sea Watch

La Sea Watch 3, attualmente a Porto Empedocle, è stata sottoposta a fermo amministrativo dopo un’ispezione della guardia costiera, che ha rilevato “diverse irregolarità di natura tecnica e operativa”.

Il provvedimento, spiega la Guardia costiera, “permarrà fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva e, per alcune di esse, sarà necessario l’intervento dello stato di bandiera”, che per la Sea Watch 3 è la Germania.

“In data odierna – informa un comunicato – ispettori della Guardia Costiera, specializzati in sicurezza della navigazione, hanno sottoposto la nave “Sea Watch 3″ di bandiera tedesca e gestita dall’organizzazione non governativa Sea-Watch e.V. ad un’ispezione volta a verificare l’ottemperanza alle norme, ad essa applicabili, in materia di sicurezza della navigazione, protezione dell’ambiente e tutela del personale navigante”.

“L’unità, ormeggiata nel porto di Porto Empedocle, è attraccata nei giorni scorsi dopo il periodo di quarantena successivo al trasferimento su nave Moby Zazà dei migranti presenti a bordo. L’ispezione ha evidenziato diverse irregolarità di natura tecnica e operativa tali da compromettere non solo la sicurezza dell’unità e dell’equipaggi ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza ai migranti svolto dalla Sea Watch 3 così come alcune violazioni alle normative a tutela dell’ambiente marino”.

“La nave – prosegue il comunicato della guardia costiera – è stata sottoposta a fermo amministrativo che permarrà fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva e, per alcune di esse, sarà necessario l’intervento dello Stato di bandiera che detiene la responsabilità della conformità della nave rispetto alle Convenzioni internazionali e alla legislazione nazionale applicabile. Tale attività ispettiva, prevista dalle Convenzioni Internazionali e Direttive unionali, viene svolta nell’ambito dei consueti controlli di sicurezza, tutela degli equipaggi e protezione dell’ambiente marino demandati alla Guardia Costiera Italiana sulle unità navali di bandiera straniera, che arrivano nei porti nazionali”.


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