Musumeci al giro di boa tra Covid e proteste

Il presidente della Regione all’Ars per la relazione di metà mandato: “Oligopolio ha gestito 80% del sistema rifiuti”. Il M5s abbandona l’aula: “Non è l’imperatore”

Musumeci al giro di boa tra Covid e proteste

PALERMO – Il presidente della Regione Nello Musumeci ha esposto all’Ars la sua relazione di metà legislatura. Un intervento, preceduto da un pensiero dedicato “ai 281 morti per Coronavirus in Sicilia ed alle loro famiglie”, che ha toccato quelli che per il governatore sono i principali risultati raggiunti dal suo governo insediato a novembre del 2017. “Una delle prime iniziative è stata l’apertura di un confronto con il governo nazionale sul rapporto finanziaria fra Stato e Regione – ha detto Musumeci parlando a Sala d’Ercole – che ha portato fra l’altro a spalmare il disavanzo in trent’anni e non in tre”.

Il presidente ha citato poi diversi obiettivi raggiunti, fra i quali l’avere dato “attenzione al patrimonio immobiliare, individuando 150 beni da dismettere”.

“Abbiamo creato un piano di investimenti per Comuni ed ex-Province, attivando un proficuo confronto con l’Anci – ha aggiunto – abbiamo istituito l’Ufficio di coordinamento per le isole minori, abbiamo recepito le disposizioni contenute nella legge Madia stabilizzando 7.746 precari degli enti locali, abbiamo impresso un’accelerazione alle misure di sostegno agli investimenti nel settore agricolo, con particolare attenzione ai giovani imprenditori e siamo arrivati ad essere la prima regione in Italia per numero di aziende biologiche”.

Musumeci ha poi ricordato la recente istituzione da parte del Ministero per il Sud delle Zone Economiche Speciali. “Sono state garantite misure di sostegno ai lavoratori delle aree di crisi di Termini Imerese e di Gela – ha aggiunto – abbiamo stanziato 525 milioni di euro per eseguire 1.576 interventi per la messa in sicurezza delle scuole, abbiamo sostenuto il rafforzamento fra scuola ed università e fra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro. Abbiamo fatto ripartire gli scavi archeologici, abbiamo contribuito al restauro di 40 chiese e 10 palazzi storici. Abbiamo varato il piano di contrasto alla siccità ed un piano per la manutenzione e pulizia di circa 80 fiumi e corsi d’acqua”.

Musumeci ha inoltre  parlato delle iniziative a sostegno del turismo, dello sport e dello spettacolo, settori particolarmente colpiti dagli effetti dell’emergenza coronavirus. “Voglio ringraziare i volontari, le forze dell’ordine e la protezione civile per quello che hanno fatto in questi mesi, un grazie particolare soprattutto alla comunità siciliana che, mai come in questa occasione, ha dimostrato di essere ossequiosa delle norme per la salute propria e di quella degli altri”.

“Il sistema dei rifiuti in Sicilia è stato basato su un perverso intreccio tra politica, burocrazia e imprenditoria privata: con la complicità di certa politica e di certa burocrazia corrotta è nato un oligopolio che ha gestito l’80% del sistema. Tutto ciò è stato agevolato da uno stato emergenziale che si è protratto per circa 20 anni”, ha aggiunto il presidente della Regione. “Con l’impegno del nostro governo la differenziata è passata dal 16% del 2017 al 42% attuale, il che significa meno rifiuti in discarica e meno interessi da parte di alcuni imprenditori. Il mio governo sta lavorando per mettere fine a questa continua emergenza che è servita a personaggi contigui alla mafia ed a certi politici”.

Alla relazione letta in aula dal governatore non hanno assistito i deputati del Movimento 5 Stelle, che hanno lasciato Sala d’Ercole quando Musumeci ha preso la parola. “Probabilmente i pieni poteri di cui potrà predisporre a suo piacimento stanno già cominciando a dargli alla testa, qualcuno, comunque, dica a Musumeci che non è l’imperatore e che questo Parlamento merita rispetto”.

“La mancata trasmissione in anticipo del documento ai deputati, come previsto dal regolamento – afferma il capogruppo Giorgio Pasqua – è la goccia che ha fatto traboccare il vaso della nostra pazienza e l’ennesima prova dell’assoluta mancanza di riguardo di Musumeci nei confronti di questa istituzione, che, tra l’altro, ormai diserta sistematicamente. È più che evidente l’intento del presidente di evitare il confronto coi deputati e di dare il via all’ennesima celebrazione del nulla senza contraddittorio. Sono tantissime le cose di cui sarebbe piaciuto chiedergli conto e ragione. Speriamo che ce ne sia data occasione in futuro, ma a questo punto ormai non ci meravigliamo più di nulla”.

Per il segretario del Partito Democratico Anthony Barbagallo “Musumeci ha parlato per circa un’ora e mezzo: abbiamo ascoltato un elenco freddo e superficiale che non ci ha convinto, sono stati novanta minuti di ‘niente’. Ci vorrebbe almeno un’altra ora e mezza per ribattere punto su punto ad i suoi ‘presunti risultati. Oltretutto Musumeci ha avuto davvero faccia tosta a parlare di trasparenza al Cas, quando proprio lui ha nominato nel consiglio di amministrazione dell’ente un imputato per concussione”.

“Una noiosa relazione contabile, piena di verbi al futuro e di furbe omissioni ma poverissima di fatti – aggiunge il deputato dei Centopassi, Claudio Fava – Una natura morta. Musumeci sembrava il conte zio dei Promessi Sposi: sopire, troncare…il resto, nel merito, lo dirò in aula martedì prossimo”.

Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima “Il consuntivo dei primi 30 mesi di attività del governo regionale dimostra i notevoli risultati già raggiunti sotto la guida di Nello Musumeci. Il risanamento in corso dei conti della Regione, il riavvio delle assunzioni dopo anni di attesa, le migliaia di stabilizzazioni dei precari, i concreti e ingenti aiuti alle categorie produttive, il record di spesa dei Fondi Europei, il netto balzo in avanti della raccolta differenziata e gli eccellenti risultati ottenuti ad esempio nel settore della Sanità sono fatti, non parole. Musumeci, primo governatore a relazionare all’Ars, ancora una volta si è contraddistinto per il suo grande rispetto istituzionale nei confronti del parlamento regionale”.

“La decisione del M5S di abbandonare l’aula – aggiunge – ha il sapore di una ripicca immotivata e di bassa lega, peraltro ancora più inconcepibile considerando che proprio i grillini avevano ripetutamente chiesto un confronto sull’operato del governo regionale. Come auspicato dallo stesso presidente della Regione sarebbe invece il caso di abbassare i toni e confrontarsi in modo costruttivo nell’interesse dei siciliani”.


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