Migranti trasferiti da Lampedusa a Grotte. “Non possiamo ospitarli per la quarantena”

Protesta nel comune dell’Agrigentino: “Non abbiamo strutture adeguate”. Il sindaco dell’isola: “Non sappiamo più dove metterli”

Migranti trasferiti da Lampedusa a Grotte. “Non possiamo ospitarli per la quarantena”

AGRIGENTO – Sono arrivati da Lampedusa, trasferiti ieri sera con il traghetto per Porto Empedocle, e sistemati in una struttura. Ma nel paese è scoppiata la protesta. Succede a Grotte, comune di 5.000 abitanti in provincia di Agrigento, dove dovrebbero essere ospitati 52 migranti degli 82 sbarcati nell’isola nei giorni scorsi (gli altri sono in un centro di accoglienza di Ragusa).

“E’ un edificio del centro abitato, privo di adeguati spazi esterni, non idoneo all’accoglienza di persone da tenere in isolamento obbligatorio – dice il sindaco Alfonso Provvidenza che ha scritto al presidente del Co e a quello della Regione Nello Musumeci -. Gli sbarchi stanno costringendo a soluzioni di primissima accoglienza in luoghi inadatti, in pieno centro abitato e non in grado di consentire il rispetto delle regole come, invece, richiesto ai cittadini. In piena emergenza Covid-19, il nostro piccolo Comune non può farsi carico di un numero così elevato di persone in regime di quarantena, con una cittadinanza già allo stremo sia psicologicamente che economicamente, preoccupata per quello che sta accadendo”.

Stessa preoccupazione da parte del sindaco di Lampedusa, Totò Martello: “Il mare è limpido e calmo. C’è bonaccia e il rischio è che gli arrivi di migranti continuino. Non sappiamo più dove metterli: verosimilmente una parte dei 220 che sono sul molo Favarolo andranno all’hotspot che è rimasto libero, mentre gli altri resteranno sul molo in attesa del trasferimento di domani”.

“So che al ministero delle Infrastrutture hanno aperto le buste per la nave-quarantena – ha spiegato – ma ancora non conosciamo l’esito né che accadrà nei prossimi giorni. Solo dal ministero dell’Interno si fanno sentire e oggi ci hanno rassicurato sul fatto che attiveranno tutte le procedure possibili per fare arrivare rapidamente la nave-quarantena”.

Il sindaco è polemico con il governo: “Si parla tanto di ripartenza, sarebbe il caso che il ministro dell’Economia ogni tanto rispondesse alle lettere che gli arrivano da Lampedusa, se non altro per avere un riscontro. Non c’è solo la drammatica doppia emergenza coronavirus e immigrazione. C’è anche quella economica: Lampedusa è in ginocchio”.

Intanto si è registrato un nuovo sbarco di migranti nell’isola. Si tratta di 156 persone soccorse stanotte dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza a 10 miglia dall’isola. Sono 127 persone fuggite dal Bangladesh, 6 dal Marocco, 8 dal Pakistan, 3 dall’Egitto, 6 dal Sudan, 2 dalla Guinea, altrettanti dal Ciad, 1 dalla Tunisia e 4 partiti dalla Libia. L’imbarcazione sulla quale viaggiavano è stata lasciata alla deriva. I migranti, dopo il trasbordo sui mezzi di soccorso, sono stati portati al molo Favarolo.

Complessivamente, sono 422 i migranti sbarcati a Lampedusa dalla scorsa domenica. Di questi, 82 ieri sono stati trasferiti, con il traghetto di linea per Porto Empedocle (Ag). Mentre il giorno prima, la stessa cosa era accaduta ad altri 78. Sul molo Favarolo, dove sono state allestite dalla Protezione Civile le tende per i controlli legati al coronavirus, attualmente, ci sono oltre duecento profughi. Ieri sera, ne erano rimasti, in attesa del trasferimento previsto per oggi, 64. Stanotte, il nuovo approdo con l’arrivo di altri 156 migranti.

Solo 44, già dalla serata di domenica, hanno trovato ospitalità alla Casa della fraternità dove sono stati messi – con ordinanza del sindaco Salvatore Martello – in quarantena. Altri 116 migranti che erano ospiti dell’hotspot dell’isola, in quarantena obbligatoria, questa mattina sono stati imbarcati sul traghetto di linea per Porto Empedocle dopo l’esito negativo del tampone al quale sono stati sottoposti dall’Asp di Palermo. Non resteranno in Sicilia, ma saranno subito trasferiti in strutture del Paese individuate dal ministero dell’Interno.

 


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