A Ragusa piace il lockdown

I risultati di un questionario dell'Asp iblea: "Fa bene alla famiglia e ha migliorato il rapporto genitori e figli"

RAGUSA – Il ‘lockdown’ fa bene alla famiglia e ha migliorato il rapporto genitori e figli. La conferma arriva da un questionario sottoposto alle famiglie di Ragusa dal responsabile dell’ambulatorio antibullismi dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Raffa.
Sono stati raggiunti 1.500 genitori con figli tra i 10 e i 18 anni. “L’82,73% del campione dei genitori – dice Raffa – ha rivelato che stare più tempo a stretto contatto coi figli è stato utile per riappriopriarsi del ruolo di primi agenti educativi della prole”.
Il Coronavirus e la quarantena hanno determinato una nuova rivoluzione che riguarda la digitalizzazione di massa, l’avvio della didattica distanza per le scuole, lo smartworking e, appunto, la famiglia. “Un mutamento epocale – aggiunge Raffa – che in tempi di normalità avrebbe chiesto un periodo molto più lungo, almeno due, forse anche tre generazioni. Da quanto emerge dai risultati della mia indagine nessuno vuole farsi sfuggire questa svolta. Le novità arrivano anche dal fronte dei ragazzi. Partecipano alle faccende domestiche, si producono in piccoli lavori che impegnano creatività e fantasia. Ce lo ha confermato il 72% delle famiglie iblee”.
“Così come il rapporto tra i giovani e le tecnologie si è modificato. Niente più uso compulsivo, scomposto e deleterio della rete. I nativi digitali iblei avrebbero cominciato ad usare Internet, i social e le messaggerie con maggiori responsabilità e consapevolezza. Ce lo ha confermato il 77,70% dei genitori iblei. I giovani si starebbero anche riappriopriando del presente, in attesa di scoprire il futuro. I social non rappresenterebbe più un rifugio o, peggio ancora, una fuga di massa dalla vita reale, ma una nuova soluzione per costruire reti di solidarietà, amicizia e supporto reciproco”.

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