Covid: Sicilia a caccia di un miliardo di euro

Spiragli sulla proposta della Regione allo Stato: i soldi verrebbero destinati a famiglie e imprese 

Covid: Sicilia a caccia di un miliardo di euro

PALERMO – Si aprono degli “spiragli” sulla proposta della Regione di utilizzare tutto o in parte il miliardo di euro che la Sicilia dovrebbe destinare come contributo al risanamento della finanza pubblica e sul quale il governo Musumeci punta per finanziare le misure di sostegno alle famiglie e alle imprese nella manovra finanziaria di emergenza anti-Covid.

Oggi l’assessore all’Economia Gaetano Armao ha avuto, assieme ad altre Regioni, un confronto in video-conferenza col ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. Il ministro avrebbe dato mandato alla Ragioneria generale dello Stato di valutare le richieste della Sicilia, che punta a “trattenere” almeno 700 milioni del miliardo di euro dovuto come contributo al risanamento della finanza pubblica.

La risposta della Ragioneria è attesa in tempi brevi. Intanto stamani c’è stato un doppio vertice di maggioranza. Si sono riuniti i coordinatori regionali dei partiti e i capigruppo per una valutazione sulla manovra trasmessa all’Ars dal governo, mentre nel pomeriggio c’è stato un incontro a Palazzo d’Orleans tra il governatore Nello Musumeci, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, l’assessore Armao e il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona.

“I segnali sono positivi”, sussurrano ambienti del centrodestra, anche se i partiti rimangono con i fari accesi. Per accelerare i tempi, la commissione Bilancio si riunirà già lunedì prossimo per la discussione generale su bilancio e legge di stabilità. La speranza è che proprio lunedì arrivi una riposta dal parte del ministero per gli Affari regionali sulle richieste fatte dal governo Musumeci: il nodo è la massa finanziaria che lo Stato concederà alla Sicilia per potere fronteggiare l’emergenza economica.

Oltre al miliardo di euro altre partite sono in ballo, come quelle sull’utilizzo dei fondi Ue, la moratoria dei mutui accesi dalla Regione col Mef, il cofinanziamento regionale alla sanità, il disavanzo da spalmare. Una corsa contro il tempo, che la presidenza dell’Ars intende gestire per evitare di ritrovarsi con l’acqua alla gola. I tempi sono strettissimi. La manovra deve essere approvata entro il 30 aprile, nessuno a Palazzo dei Normanni prende in considerazione l’eventualità più catastrofica, vale a dire la mancata approvazione del bilancio e quindi lo scioglimento dell’Ars.

“E’ fantascienza”, commenta un deputato regionale di lungo corso. Il presidente Miccichè sta cercando in tutti i modi di gestire questa fase delicata, perché sono tante le attese in Sicilia da parte di imprese, famiglie, associazioni, enti.


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