I familiari del boss: “Grazie De Luca”

Sindaco di Messina nella bufera dopo il corteo funebre per Rosario Sparacio: “Respingo i ringraziamenti, se l’avessi saputo avrei agito subito” VIDEO. La Procura apre un fascicolo

Le polemiche: “Sceriffo solo con i deboli”

I familiari del boss: “Grazie De Luca”

MESSINA – “Condividiamo perché anche il sindaco ha dato ragione alla mia famiglia! Grazie Cateno De Luca hai le palle, non perché hai dato ragione ma perché sei coerente e onesto in tutto e per tutto!”. Uno dei familiari di Rosario Sparacio, fratello dell’ex boss Luigi poi collaboratore di giustizia, ha ringraziato su Facebook così il sindaco di Messina che in post aveva ridotto a una trentina il numero di persone del corteo funebre che ha accompagnato il feretro al cimitero. Vicenda sulla quale si era alzato un polverone politico.

DE LUCA: “NON VOGLIO RINGRAZIAMENTI”. “Non voglio essere ringraziato dalla famiglia Sparacio per una vicenda che ho appreso dalla stampa e che oggi ho avuto modo di approfondire con l’ufficio di gabinetto del questore di Messina con particolari che non posso svelare”, risponde De Luca in merito ai ringraziamenti della famiglia Sparacio al primo cittadino per aver spiegato che “non c’è stato alcun funerale, al momento vietato, ma un mero trasporto della salma per poche centinaia di metri, al quale si sono uniti, in modo estemporaneo, alcuni familiari del defunto”.

“Sono stato sempre – prosegue De Luca – lontano dagli ambienti mafiosi e ho sempre combattuto ogni forma di mafia. Se avessi avuto contezza di questa vicenda avrei agito prontamente come sono solito fare. La mafia mi ha sempre fatto schifo come ogni qualsiasi forma di sopruso. Non intendo alimentare gli ipocriti professionisti della finta antimafia”.

“La mafia si combatte con la buona e sana amministrazione e non con certi blasonati convegni o comunicati stampa utili a lavarsi la coscienza del non aver mai fatto nulla di concreto per sconfiggere il malaffare. La città di Messina non merita di subire queste umiliazioni, soprattutto dopo aver dimostrato di essere stata compatta nel rispetto delle regole”, conclude De Luca.

APERTO UN FASCICOLO DALLA PROCURA. Al momento è solo una inchiesta conoscitiva, un fascicolo cosiddetto di “atti relativi”, finalizzato a vagliare cioè se ci siano estremi di reato, quello aperto dalla Procura di Messina sui funerali di Rosario Sparacio, fratello del boss, poi pentito, Gino. Alle esequie, che si sono svolte sabato scorso, hanno partecipato 39 persone.

La Procura, guidata da Maurizio de Lucia, sta acquisendo gli elementi per accertare sia se ci siano state violazioni del dpcm che vieta gli assembramenti, emanato per contenere il contagio da Covid, sia se tra i partecipanti ci fossero appartenenti a Cosa nostra in libertà, ma tenuti a rispettare limitazioni sulla libertà di movimento. Le forze dell’ordine stanno procedendo alla identificazione dei cittadini presenti. Rosario Sparacio, fratello del boss di Giostra Luigi, detto Gino, poi passato tra i ranghi dei collaboratori di giustizia, non aveva da anni rapporti con l’ex capomafia.


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