In Sicilia sì ai test rapidi

Coronavirus. Il comitato scientifico approva gli esami sierologici: "Sufficienti evidenze". Impregilo dona diecimila mascherine a ospedali

PALERMO – In una regione come la Sicilia con epidemia contenuta – fatta eccezione per alcuni focolai – è possibile effettuare studi di sieroprevalenza e sieroconversione. Lo rileva il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid-19 in Sicilia, in un parere trasmesso all’assessorato regionale della Salute sull’utilizzo dei test rapidi e dei test sierologici.
Secondo gli esperti «ci sono sufficienti evidenze scientifiche che sorreggono la validità e l’utilità di questi test rapidi in ausilio alla sierologia classica e ai tamponi rinofaringei».
I componenti del Comitato, facendo esplicito riferimento agli asintomatici, rilevano in particolare che «in questi soggetti – si legge nel parere – andrà eseguito il test rapido con card come prima scelta. Se sia le IgM (immunoglobuline M) che le IgG (immunoglobuline G) risulteranno negative e il soggetto è a basso rischio allora può essere considerato non infetto, con sufficienti probabilità logiche e scientifiche».
Intanto, Salini Impregilo, gruppo che opera nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria in oltre 50 Paesi, ha donato 10mila mascherine FFP2 da destinare al personale che opera all’interno degli ospedali del sistema sanitario regionale. “In questa dura battaglia per sconfiggere il Covid-19 – dichiara l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza – siamo tutti in prima linea. Sia i privati che il mondo produttivo stanno rispondendo con grande generosità per affiancare l’istituzione regionale in questa difficile e impegnativa prova”.

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