Catania: secondo caso di coronavirus alla St

In azienda si temono altri contagi. Sindacati sul piede di guerra: "Molti lavoratori sarebbero venuti a contatto con il collega positivo"

CATANIA – “Un altro dipendente della St Microelectronics di Catania è risultato positivo al Coronavirus. Nonostante per parte del personale sia stato ammesso lo smart working, molti altri lavoratori stanno  lavorando in una condizione che rende impossibile adottare le misure di precauzione imposte dal governo, condividendo spazi ristretti, compresa mensa e servizi igienici e utilizzandolo mascherine la cui idoneità è da verificare”. Così in una nota Fausto Raciti, deputato del Pd.
“Le organizzazioni sindacali intervenute sulla vicenda – continua – chiedono al prefetto di Catania di aprire un confronto per mettere in campo tutele adeguate per questi lavoratori. Che significa tutele per la salute anche dei loro familiari, per le comunità nelle quali risiedono, per la sicurezza di tutti, in un momento in cui non possiamo assolutamente permetterci di mettere a rischio il nostro sistema sanitario già enormemente sotto pressione”.
Sulla vicenda sono intervenute le rappresentanze sindacali e segreteria territoriale Uilm: “Siamo stati informati ufficialmente di un nuovo caso di positività al Covid 19 in St Catania. I vertici aziendali riferiscono che il lavoratore è in malattia dal 14 marzo, si trova ricoverato in ospedale e quattro colleghi sono stati posti precauzionalmente in quarantena”.
“Il lavoratore avrebbe dichiarato che negli ultimi giorni in fabbrica non è andato in mensa – si legge nella nota – e ha frequentato esclusivamente il laboratorio di affidabilità, in prossimità dei locali di infermeria. I conti non tornano! Non sembra plausibile che si possa restare per otto ore in uno stabilimento senza mai spostarsi per andare in bagno o per una qualsivoglia pausa”
“Mentre si teme che i lavoratori venuti a contatto con il collega positivo al Coronavirus siano molti più dei quattro indicati, riceviamo dal management aziendale un mero annuncio di avvio della sanificazione dei locali ma nella continuità delle attività lavorative. Senza, insomma, preoccuparsi delle conseguenze che potrebbero scaturire da quest’altro episodio di contagio. Come Uilm abbiamo inviato assieme alla Fiom una lettera al prefetto perché, nel rispetto delle norme in vigore, anche St chiuda sino al 3 aprile e provveda alla bonifica sanitaria di tutto lo stabilimento. La Uilm non sospenderà lo sciopero iniziato il 14 marzo a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie”.

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