Carceri in rivolta a Siracusa, Enna e Messina

Sommossa contro lo stop alle visite in carcere per l'emergenza coronavirus, interviene la polizia penitenziaria. Rientra la protesta all'Ucciardone, ripresa al Pagliarelli

Una protesta all’interno del carcere di Cavadonna, a Siracusa, è scoppiata intorno alle 23:30 di ieri dopo che i detenuti hanno appreso delle nuove direttive del Governo in merito alla sospensione dei colloqui dei familiari per l’emergenza coronavirus. All’esterno dell’istituto penitenziario sono presenti polizia e carabinieri. Nella casa circondariale di Brucoli, nel Siracusano, ieri 40 detenuti non volevano rientrare nelle celle, ma dopo un dialogo con le autorità del carcere la protesta è rientrata. Analoghe proteste si sono registrate a Enna e a Messina.
Hanno dato alle fiamme le lenzuola e hanno danneggiato versi arredi. E’ durata un paio d’ore la rivolta, la notte scorsa, di circa settanta detenuti del carcere di Cavadonna, a Siracusa. Carabinieri, poliziotti e militari della Guardia di finanza sono arrivati all’esterno della casa circondariale temendo che la situazione potesse ulteriormente degenerare e un elicottero di militari dell’Arma ha sorvolato la zona.
La protesta è rientrata grazie agli agenti della polizia penitenziaria che sono riusciti a calmare gli animi. I detenuti hanno chiesto al direttore del carcere di considerare le loro richieste di colloqui con i familiari, sospesi in tutta Italia dopo il decreto della Presidenza del Consiglio per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Intanto è rientrata a tarda notte la protesta nel carcere Ucciardone di Palermo. I detenuti per alcune ore hanno iniziato a bruciare carte e lenzuola dalle finestre delle celle e a sbattere contro le sbarre oggetti di metallo. Ieri, all’Ucciardone, si era registrato anche un tentativo di evasione.
E’ ripresa questa mattina la protesta dei detenuti nel carcere Pagliarelli di Palermo contro lo stop ai colloqui con i familiari. Al momento circa 400 detenuti avrebbero il controllo di una parte del penitenziario e alcuni sono anche saliti sul tetto. I carcerati hanno preso le chiavi ad un assistente prima di impadronirsi di una sezione. Secondo la direttrice del carcere Francesca Vazzana “La situazione starebbe rientrando”.

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