Coronavirus: 1.408 positivi in Sicilia. Crescono dimessi da terapia intensiva

“Riaprire? Parliamone dopo Pasqua”

Il bilancio delle ultime 24 ore segna +78. Decessi a Palermo, Villafrati e nel Messinese. Morto anche il 69enne Gianfranco Raco, sindacalista della Cisl. Italia oltre quota centomila malati: calano nuovi casi, mai così tanti guariti. Sette contagiati al Cannizzaro di Catania, Nursind chiede chiusura Neurologia

Coronavirus: 1.408 positivi in Sicilia. Crescono dimessi da terapia intensiva

Sono 78 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Rispetto a ieri (+88), il dato è in leggera diminuzione.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (lunedì 30 marzo) così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 14.758. Di questi sono risultati positivi 1.555 (+95 rispetto a ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.408 persone (+78).

Sono ricoverati 559 pazienti (+37 rispetto a ieri), di cui 75 in terapia intensiva (+4), mentre 849 (+41) sono in isolamento domiciliare, 71 guariti (+6) e 76 deceduti (+11).

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (lunedì 30 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 86 (1 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 63 (19, 3, 4); Catania, 405 (142, 16, 27); Enna, 183 (120, 1, 11); Messina, 280 (128, 8, 17); Palermo, 229 (81, 17, 7); Ragusa, 30 (8, 3, 2); Siracusa, 62 (34, 21, 6); Trapani, 70 (26, 0, 1).

MORTI A PALERMO, VILLAFRATI E NEL MESSINESE. Altri decessi in Sicilia causati dal coronavirus. A Palermo è deceduto all’ospedale Cervello, dove si trovava da oltre 15 giorni intubato nel reparto Rianimazione, un uomo di 65 anni che da anni viveva a Balestrate. Le sue condizioni inizialmente non sembravano destare particolare preoccupazione, poi a causa anche di patologie pregresse, la situazione è precipitata.

Una donna di 92 anni che si trovava nella Rsa Villa delle Palme di Villafrati è invece morta all’ospedale Covid di Partinico. E’ la quarta persone positiva nella casa di cura che perde la vita. In questi giorni i contagiati nella Rsa di Villafrati, diventata zona rossa da martedì, sono 74. Ad essere risultati positivi sono stati 50 anziani e 24 operatori. Si attende ancora l’esito di un centinaio di tamponi.

Una donna di 89 anni, con patologie pregresse, è deceduta al Policlinico di Messina per insufficienza cardiorespiratoria. La paziente era risultata positiva al Covid-19. Il coordinamento per l’emergenza coronavirus nell’area metropolitana, inoltre, informa che un altro decesso si è verificato all’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto, dove è morta una donna di 92 anni, pure lei con patologie pregresse e positiva al Covid-19. Dall’inizio dell’emergenza sono 17 in totale i decessi di persone affette da coronavirus in città e provincia: 12 al Policlinico G. Martino, 1 all’ospedale Papardo, 1 in una casa di cura privata di Messina e 3 al Cutroni Zodda.

AUMENTANO PAZIENTI USCITI DA RIANIMAZIONE. Secondo quanto comunicato dal comitato tecnico scientifico istituto dalla Regione Siciliana per l’emergenza Coronavirus “nell’ultima settimana la rete delle Terapie intensive (Rianimazioni) attivate in Sicilia, per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 che sono andati incontro a grave insufficienza respiratoria e ventilazione controllata con intubazione, registra il recupero della funzione ventilatoria autonoma in una percentuale che oscilla dal 20 al 40 per cento dei pazienti ammessi. Si tratta di una percentuale variabile in rapporto alla severità del quadro di esordio e alla “fragilità” dei pazienti (leggi età avanzata, patologie concomitanti)”.

“Tale dato – sottolineano gli esperti – fa ben sperare perché è in linea con i migliori dati nazionali di recupero di tali gravissime forme di insufficienza respiratoria e conferma che un trattamento nei tempi giusti e con risorse disponibili, che in queste ore si sta registrando grazie al contenimento e all’isolamento messo in atto sul territorio regionale, può permettere risultati in termini di salute pubblica altrimenti non raggiungibili”.

Il Comitato specifica inoltre che “i pazienti dimessi dalle terapie intensive, ovviamente, non rientrano ancora nel novero dei guariti, ma le loro condizioni di salute, seppur ancora precarie, fanno ben sperare. Il contenimento della pandemia e lo “stare a casa” stanno permettendo una adeguata e corretta assistenza nelle nostre Terapie intensive, ma invitiamo tutti a non abbassare la guardia e continuare a rispettare le regole”.

ITALIA: CALANO NUOVI POSITIVI, MAI COSI’ TANTI GUARITI. L’Italia supera i centomila contagiati dal coronavirus. A 40 giorni dalla scoperta del paziente uno – il 38enne di Codogno – il numero di coloro che hanno contratto il virus, comprese le vittime e i guariti, è di 101.739.

Sono complessivamente 75.528 i malati attuali di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.648. Domenica l’incremento era stato di 3.815, più del doppio. I morti sono 11.591, con un aumento rispetto a ieri di 812. Domenica l’aumento era stato di 756.

I ricoverati in terapia intensiva sono 3.981 (75 in più rispetto a ieri). Di questi, 1.330 sono in Lombardia, con un incremento rispetto a ieri di soli due pazienti. Dei 75.528 malati complessivi, 27.795 sono poi ricoverati con sintomi e 43.752 sono quelli in isolamento domiciliare.

Sono 14.620 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.590 in più di ieri. E’ l’incremento più alto dall’inizio dell’emergenza.

“Certamente ci sarà un prolungamento” delle misure ma la decisione sulla durata “è una scelta che spetta al decisore politico”, al presidente del Consiglio e al Consiglio dei Ministri. Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli in conferenza stampa. “Stiamo vedendo dei risultati – ha proseguito – e questi risultati non li avremmo ottenuti senza le misure di contenimento. E questa è una ragione per continuare a fare questi sacrifici”.

Una riapertura del Paese? “Ne riparliamo dopo Pasqua”. Così Locatelli ha risposto a chi gli chiedeva se fosse possibile una riapertura anche scaglionata dell’Italia in vista delle festività pasquali. “E’ una decisione che spetta alla politica e al Consiglio dei ministri – ha ribadito – ma se mi chiede una personale opinione, è ancora tempo di mantenere misure stringenti. Ne riparliamo dopo Pasqua”.

DECEDUTO SINDACALISTA CATANESE. Gianfranco Raco, 69enne dirigente della Fit Cisl di Catania, è una delle vittime delle complicanze da coronavirus. Il sindacalista, che si occupava del settore Igiene ambientale, era ricoverato in ospedale dal 16 marzo scorso. La Cisl che rivolge “l’abbraccio dell’intera organizzazione sindacale alla moglie Rita e ai figli Francesco e Anna”.

“Gianfranco era un sindacalista serio e una persona d’altri tempi – afferma Mauro Torrisi, segretario della Fit Cisl etnea – ne ricordo l’impegno, la passione e la lealtà”. “Ci lascia un amico, una brava persona, un buon dirigente sindacale e padre di famiglia – commenta Maurizio Attanasio, segretario Cisl Catania – portato via da un nemico subdolo, da un’epidemia feroce, che sta mietendo fin troppe vittime”.

“GRAVE DIFFUSIONE AL CANNIZZARO”. Sette dei 19 pazienti ricoverati nell’Unità operativa di Neurologia dell’ospedale Cannizzaro di Catania sono positivi al Covid-19. I tamponi sono stati eseguiti su tutti i ricoverati nel reparto, dopo che la settimana scorsa era stato individuato il primo contagiato. I 7 sono stati isolati dai negativi e trasferiti, in maniera protetta, nella sezione Covid-19. E’ scattata la sanificazione dei locali.

Il “grave caso di diffusione del Covid-19 al Cannizzaro” era stato segnalato dal Nursind (sindacato degli infermieri) di Catania. Il segretario territoriale Salvo Vaccaro ha chiesto la chiusura dell’unità operativa per il grave pericolo di contagio. Il Nursind ha spiegato che “il 18 marzo nel reparto di Neurologia un paziente è arrivato con febbre e tosse. Il giorno successivo è stato isolato ma è rimasto in reparto per 48 ore. Il paziente, secondo quanto segnalato, aveva febbre alta già la sera del ricovero”.

“Nel frattempo è stato assistito dal personale infermieristico che si è preso cura anche degli altri pazienti, cosa gravissima perché i casi sospetti vanno isolati sia in termini di locali sia di assistenza. Il 20 marzo il paziente è stato trasferito nel reparto di Malattie infettive. Tutto il personale che già aveva denunciato carenza di dispositivi i protezione individuali, è stato sottoposto a tampone cosi come tutti i pazienti. Il 23 marzo il Cannizzaro ha emanato un comunicato col quale sembrava tutto sotto controllo. Il 29 marzo invece veniamo a conoscenza che molti pazienti si sono infettati e alcuni infermieri sono in malattia”.

La situazione insomma sembra complessa: “Nel frattempo – dice il Nursind – i pazienti risultati infetti sono stati assistiti da altro personale che a questo punto potrebbe aver contratto il virus e a sua volta averlo trasferito ad altri”. Per questi motivi il sindacato chiede “l’immediata chiusura del reparto”.

MESSINA, CASA DI RIPOSO IN ISOLAMENTO. Il Covid team istituito dal Policlinico di Messina è intervenuto in una casa di riposo e una Rsa di S. Marco d’Alunzio. Nella casa di riposo nei giorni scorsi sette persone, tra ospiti e personale, erano risultati positivi al coronavirus. Ieri il sopralluogo nel centro nebroideo. Ospiti e personale della casa di riposo sono stati posti in isolamento. Gli anziani continuano a ricevere l’assistenza necessaria, anche con l’ausilio di apposito personale medico, e rimangono all’interno della struttura. In queste ore vengono tutti sottoposti a tampone, così come i familiari del personale che, preventivamente, si trovano ora in isolamento nelle proprie abitazioni in attesa dei risultati degli esami.

Identica misura è stata adottata nella Rsa, dove non si registrano casi sintomatici, ma poiché non possono escludersi contatti tra gli operatori delle due strutture, anche in questo caso si è proceduto all’isolamento di 42 ospiti e 27 dipendenti. Pure in questo caso è in corso l’effettuazione dei tamponi e si è proceduto all’isolamento domiciliare dei nuclei familiari degli operatori e di quegli operatori che avevano svolto servizio nei giorni precedenti.


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